Recensione: Dream Evil

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Ciò che mi ha sempre affascinato di un personaggio del calibro di Ronnie James Dio, non riguarda soltanto le sue straordinarie capacità canore, che a tutt'oggi lo consegnano di diritto nell' Olimpo dei cantanti devoti al Dio Metallo: c'è di più. C'è la grande tranquillità e la signorile maestria con cui ha saputo, nel corso degli anni della sua splendida carriera di artista, fondare e gestire da solo ( a lui infatti spettavano l'onore e l'onere di comporre testi e musica ) una band tutta propria, che portava e porta tuttora il suo nome: i Dio, e come abbia, nello stesso tempo, saputo cogliere l'occasione di partecipare in maniera anche piuttosto incisiva, nella discografia di una delle band monolitiche della storia dell' heavy metal come i Black Sabbath, lasciandovi il segno anche qui. Infatti, riconosciutamene, nei periodi in cui al microfono per la band di Birmigham c'era Ronnie James, la formazione inglese riscosse consensi ovunque andasse, in gran parte per merito delle stupende e già citate doti da vocalist in possesso di Dio, che sapeva unire la sua splendida voce ad uno spiccato “senso della posizione”, al momento di entrare in scena, sul palco, dimostrandosi quindi, anche un ottimo showman. La carriera solista di Ronnie James però, è stata caratterizzata, specie nei primi anni, da una serie di alti e bassi che, in alcuni casi, avevano finito col mettere in ombra le reali capacità del frontman di Portsmouth. I suoi fan, che erano rimasti positivamente impressionati ed avevano riempito i loro timpani con la meravigliosa musica presentata dal suo capolavoro e debut album, “Holy Diver”, e dal successivo lavoro, anch' esso riuscitissimo e fin da subito amato dalla critica, “The Last in Line”, uscito un anno dopo, rimasero basiti allorché si videro proposta, dinnanzi agli scaffali dei negozi, la terza fatica della formazione statunitense, nomata “Sacred Heart”, che a livello di concept risultava si molto intrigante ( il tema centrale proposto dal disco era di genere fantasy-medioevaleggiante, con i testi dei pezzi incentrati principalmente quindi su cavalieri, maghi e cose di questo genere ), ma in quanto a contenuti musicali risultava fortemente carente, soprattutto perchè la voce di Dio non era stata sufficientemente efficacie da coprire delle pecche che evidentemente il disco si portava dietro per via di una produzione superficiale e di alcune scelte in fase di songwriting che definire pressapochistiche è fin troppo lusinghiero. E' da questo mezzo passo falso, in cui Ronnie James era incappato a metà degli anni Ottanta, che nacque la quarta release: “Dream Evil”.

In questo disco, fin da subito, Dio, volle mettere tutta la grinta e la voglia di riscatto che aveva in corpo, e ci rende partecipi di ciò fin dai primissimi secondi di ascolto. Il sound proposto è, infatti, molto cambiato rispetto ai precedenti dischi:molto più violento, in alcuni tratti i riffs sono così roboanti da impressionare l'ascoltatore. Ed è su questo aspetto che Ronnie James Dio puntava, e su cui ha calcato la mano: la sorpresa.
Sorprendente si, questo disco, al primo ascolto risulta decisamente incredibile, soprattutto poi, la voce di Ronnie è in certi sensi cambiata, meno ragionata e più istintiva, poiché l'istinto e l'improvvisazione sono, a mio avviso, uno dei punti forti di questo lavoro, che si basa come già detto, su una potenza senza eguali e che lascia veramente pochissimo spazio al pensiero dando, invece, piena mostra di sé con una dinamicità incredibile, che aumenta ogni secondo di più, incantando i padiglioni auricolari di ogni buon metaller che abbia avuto occasione di ascoltarlo almeno una volta.
Sebbene il disco presenti una produzione ancora piuttosto approssimativa, con un booklet scarno di contenuti ( principalmente testi, poiché fornisce solo quello di “All The Fools Sailed Away” ), ma con una cover veramente molto azzeccata e divertente, la qualità musicale all' interno è di altissimo livello. La opening track di “Dream Evil” è “Night People”, pezzo che scandisce da subito, ed a chiare note, le intenzioni di Dio e dei suoi. Molto ben articolato, con un refrain degno del suo interprete, che permette a Dio di dare fondo a tutta la potenza e il carisma che ha in corpo, e di trasmetterlo alle sue corde vocali, per regalarci degli acuti che fanno veramente impallidire. La seconda traccia del platter, omonima ad esso, si apre con un riff di chitarra magistralmente eseguito da Craig Goldie, e che continuerà per buona parte del pezzo, che personalmente ritengo quanto di più heavy metal si possa desiderare, e che ci introduce ad un ritornello dai sapori metallici così intensi, che quasi è possibile toccarli; anche qui grandissima prova di forza di Ronnie, che si destreggia sempre alla grande anche in questo non facile pezzo. Il disco prosegue con una power ballad: “Sunset Superman”, che parte lentamente, ma alle soglie dei primi 40-45 secondi di ascolto, sfocia in un altro grandissimo riff di Goldie, che fa da preludio all' ingresso in scena degli altri strumenti, e alla magnifica voce di Ronnie James. Anche qui ritornello veramente geniale, scandito dalla grande fermezza e sicurezza di Dio. Successivamente troviamo un altro pezzo molto significativo, il già citato “All The Fools Sailed Away”, canzone che personalmente inquadro fra il lento ed il mid tempo, più che altro per via del classico ritornello in stile Dio: sempre violento e aggressivo al punto giusto. Ritengo importante prendere in esame questo pezzo, per tributare ancora una volta, qualora ce ne fosse ancora bisogno, le grandissime capacità del singer, qui in particolare superlativo, specie dell' acuto che compone il refrain. I successivi tre brani sono l'essenza di ciò che si intende per heavy metal: graffianti, aggressivi, decisi, metallici e, perché no, melodici quanto basta, da farmi pensare che, questo album non sia un lavoro come gli altri, ma che possa senza indugi guadagnarsi un posto a sedere fra gli eletti dal Metallo. “Naked in The Rain”, “Overlove” e “I Could Have Been a Dreamer” sono infatti composizioni artistiche veramente impressionanti, di una varietà non comune in altri lavori. Le parti preponderanti, ovviamente, sono quelle che lasciano spazio alla potenza pura e che facciano sfogare appieno le grandissime doti di Ronnie, ma non mancano assolutamente tratti più lenti, o che ricordano un po' il country americano o il jazz ( a cui Ronnie da bambino era stato molto legato, avendo iniziato la sua carriera come suonatore di tromba in un gruppo jazz-rock del suo paesino d'origine ). La parte finale del disco, presenta due pezzi veramente molto interessanti, che vanno a completare un disco già di per sé eccezionale. Il primo, “Faces In The Window” è un pezzo classico del repertorio dei Dio, che fra le note eseguite dalla voce ci guida, fra tratti in doppia cassa e veri e propri lenti, in un pezzo dalla bellezza e dalla complessità agghiaccianti. Il disco si chiude poi con “When a Woman Cries” che, sulla falsariga del precedente, grazie alla magistrale chitarra di Goldie, ci fa fare un giro dimostrativo nel mondo dell' heavy metal: potenza allo stato puro.

Inutile spendere troppe parole per concludere il commento a questo straordinario album, l'unica cosa che sicuramente posso confermare, è di essere stato affascinato fin da subito da questo grandissimo disco, suonato ( e soprattutto cantato ) da una grandissima band che qui ha saputo sublimare il suo genere, dando vita ad un qualcosa che passerà alla storia, che transea i confini della banalità, riservandosi di diritto un posto nella bacheca dei capolavori senza età. Il mio compito quindi, è piuttosto banale direte voi, devo solo consigliarvi di comprarlo. Ma non sarà così, infatti mi limiterò a dirvi: ascoltate anche solo una canzone a caso da questo disco, e traete da soli le vostre conclusioni. Se vi piace l' heavy metal quello puro, senza inibizioni, io so già cosa farete: perché è quello che ho fatto anche io.
Daniele “The Dark Alcatraz” Cecchini

TRACKLIST
1. Night People
2. Dream Evil
3. Sunset Superman
4. All The Fools Sailed Away
5. Naked In The Rain
6. Overlove
7. I Could Have Been a Dreamer
8. Faces In The Window
9. When a Woman Cries
 
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