Recensione: Dreamland

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Finalmente dopo due anni dall'ottimo "Wings of Time" tornano gli hard-progsters romani DGM, con una formazione totalmente rinnovata.
L'esperto Luciano Regoli cede il microfono all'ex Abstracta Titta Tani ed anche il bassista Marco Marchiori esce dalla band, lasciando all'axe-man Diego Reali il compito di occuparsi delle parti di basso. Dopo la pubblicazione del disco Andrea Arcangeli prenderà il posto di Marco M..

Mi sono accostato al disco con molti dubbi riguardo al nuovo cantante (con gli Abstracta non ero riuscito ad apprezzarlo), ma già dall'opening track ogni dubbio è scomparso. Un riff di chitarra, in puro stile hard-rock, ci introduce in "Dreamland", dove le tastiere sinfoniche di Maurizio e la voce di Titta, sorrette dall'ottimo drumming di Fabio, danno vita ad uno dei brani più belli del cd. Segue "Eternity" con un riffing di chitarra molto duro ed un accenno di coro gotico in apertura:altra song al cardiopalma. Con "Lost in Time" i DGM sfornano un brano che può competere con i migliori SymphonyX, mentre con "The Rain Falls in the Desert" i ritmi rallentano e l'ispirata voce di Titta rende grande questa bellissima ballad. Un intro di tastiere apre "Reason to Live", dove le stesse giocano un ruolo di primo piano in tutto il brano sempre sostenuto dalla chitarra di Diego Reali.
Un bel duello di chitarra-tastiere caratterizza anche "Ego's Battle"; un giro di chitarra neoclassica introduce la bellissima "Lie", un brano di notevole spessore tecnico. Segue "Sweet Surrender", brano abbastanza duro e con qualche reminiscenza "gothic". Alla progressiva "Feeling Forever" è affidato il compito di chiudere questo stupendo lavoro.

In conclusione il gruppo Romano rielabora la lezione dei maestri del genere secondo il proprio stile e sforna un album ricco di feeling, con brani più elaborati, ma sempre di notevole impatto ed una registrazione più accurata che in passato, sicuramente il disco migliore prodotto dai DGM sino ad ora. Non confondiamoli con i vari trend del momento perchè per la buona musica non esistono mode.

Grazie DGM.

Franco
 
80