Recensione: Echoes Of The Fallen

Di Daniele D'Adamo - 3 Settembre 2011 - 0:00
Echoes Of The Fallen
Band: Anterior
Etichetta:
Genere:
Anno: 2011
Nazione:
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74

Obbedendo alla legge del caso, nel 2003 un fortuito incontro fra quattro vecchi compagni di scuola ha dato vita agli Anterior, band gallese dedita al melodic death metal. La scelta dello stile non è stata così azzeccata, poiché il primo decennio del nuovo millennio ha proposto una miriade di ensemble figli degli In Flames; gruppi che hanno determinato una sostanziale saturazione del mercato discografico. Tuttavia, la Gran Bretagna è da sempre sinonimo di grande qualità, in campo musicale, e i Nostri, in effetti, si mostrano coerenti con l’esattezza di tale teorema.          

“Echoes Of The Fallen” è soltanto il loro secondo full-length, in uscita a quattro anni di distanza dall’esordio “This Age Of Silence”. Nonostante questo, l’ensemble britannico non mostra alcuna esitazione nelle varie fasi di realizzazione dell’opera. Nulla da eccepire in merito alla serietà dell’esecuzione, così come niente è da confutare riguardo la produzione, peraltro assegnata all’esperto Scott Atkins (Behemoth, Sylosis). Il disco suona in maniera superba, regalando alle orecchie un suono pieno, potente, cristallino e moderno. Il massimo che ora si possa ottenere oggi in ambito metal, insomma.
È da lodare, inoltre, il coraggio di Luke Davies (membro fondatore, chitarrista/cantante messo recentemente ko da guai di salute e quindi riciclatosi nel solo ruolo di frontman) e compagni nel percorrere con cocciutaggine i due sentieri paralleli ma collegati della brutalità e della melodia. Elementi, questi, bilanciati con mestiere nella ricerca del giusto compromesso fra le relative caratteristiche: non si esagera né con l’uno, né con l’altro, in sostanza. Operazione di fatto non certo semplice che però, nel nostro caso, dà i suoi frutti: “Echoes Of The Fallen” fonda le sue radici nelle impareggiabili armonie della NWOBHM, non dimenticando tuttavia che l’anno di riferimento è il 2011.
Ed è proprio il legame con gli stilemi dell’heavy metal dei primi anni ’80 che salva, se così si può dire, il platter da un triste anonimato. Davies, in effetti, non regala molta originalità, una volta che ci si è concentrati sul suo growling. Anche Britton e Cook, inoltre, non vanno di là del loro compito, svolto in modo assai scolastico. La coppia d’asce, invece, è il quid che rende gli Anterior degni di nota. Kemp e Nixon, difatti, sviluppano un guitarwork pregevole sotto tutti gli aspetti: dai riff, possenti e granitici, ai – soprattutto – soli, tecnicamente eccellenti e sempre orecchiabili. 

Non male, nemmeno, l’impianto delle canzoni. Non c’è il capolavoro che faccia gridare al miracolo ma non c’è neppure un riempitivo: il CD scorre con fluidità, garantendo alle orecchie di chi ascolta una piacevole continuità melodica. Nonostante non ci sia una particolare genialità, nel songwriting, i brani – anche dopo parecchi passaggi – non portano alla noia; mantenendosi al contrario freschi e accattivanti. Se non si può non segnalare “Of Gods And Men” quale hit dell’intero lavoro, non si può nemmeno evitare di rimarcare il tocco vagamente melanconico che avvolge pezzi quali “By Horror Haunted” e “Senora De Las Sombras”, nonché la robustezza di “Blood In The Throne Room” e “Venomous”

“Echoes Of The Fallen” è il classico album che, se affrontato con superficialità, rischia di passare inosservato. Pur non essendo uno dei candidati a disco dell’anno, merita senz’altro di avere una chance in virtù del suo spessore artistico non indifferente.
Gli Anterior, irreprensibili professionisti, sono fra gli epigoni delle leggendarie formazioni che hanno inventato il metallo pesante. Ciò basta, perlomeno, per non ignorarli.   

Daniele “dani66” D’Adamo    
 

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Track-list:
1. To Live Not Remain 4:42
2. Blood In The Throne Room 5:08
3. Tyranny 5:02
4. Of Gods And Men 4:44
5. By Horror Haunted 4:36
6. Echoes Of The Fallen 1:27
7. The Evangelist 3:57
8. Sleep Soundly No More 5:11
9. Venomous 4:12
10. Senora De Las Sombras 5:24  

All tracks 44 min.  

Line-up:
Luke Davies – Vocals
Leon Kemp – Lead Guitar
Steven Nixon – Lead Guitar
James Britton – Bass
James Cook – Drums

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