Recensione: Elements Pt.2

inserito da
Passano solo pochi mesi ed eccoci di fronte alla seconda parte di Elements, nuova fatica del combo finnico capitanato dal chitarrista Timo Tolkki.
Siamo di fronte ad un album che in parte continua il percorso intrapreso con il precedente ma che allo stesso tempo cerca di "riassumere" le idee gia' sviluppate in quella prima parte, è subito da notare infatti che nessuna canzone del lotto dura piu' di 7 minuti ed è chiaro che l'intento della band è quello di offrire un lavoro più conciso e diretto rispetto ad Elements Pt1.
Si parte con "Alpha & Omega" a mio avviso un bel mid-tempo, dotato di buone melodie e orchestrazioni, dal vago sapore "solenne-apocalittico", per poi proseguire con "I Walk To My Own Song" davvero un ottimo pezzo, potente e superbamente arrangiato nel quale Tolkki e soci fanno rivivere la gloria del passato. Grande song. Si passa poi ad uno dei pezzi più tirati del disco ed uno dei suoi migliori episodi ovvero la veloce "I'm Still Alive": La canzone è d'impatto, molto orecchiabile, con un ritornello esplosivo che non può che stamparsi in testa già dal primo ascolto. Da segnalare il bell'assolo di tastiera di Jens Johansson che impreziosisce un pezzo davvero ben riuscito. "Season Of Faith's Perfection" è la prima ballad del disco e rispetta gli standard a cui ci hanno abituato gli Stratovarius nel corso degli anni: il pezzo si apre con la voce di Kotipelto in primo piano accompagnata da una chitarra acustica per poi sfociare in un ritornello da power-ballad impreziosito dalle ormai solite orchestrazioni che lo rendono molto maestoso e "sofferto". "Awaken The Giant" è un altro mid-tempo, introdotto dal drumming preciso e potente di Jorg Michael, nel quale fanno capolino novità a livello vocale, si ricorre infatti all' uso di effetti, non frequenti nelle produzioni targate Stratovarius. Il pezzo non è eccezionale e cerca di riproporci un feeling simile alla bella "Soul Of A Vagabond" presente in Elements Pt1, senza però riuscirci appieno. Il brano successivo è la bellissima "Know The Difference", classico pezzo "alla Strato": una canzone davvero azzeccata nella quale ogni musicista
da sfoggio dell'elevatissima tecnica che possiede (eccezionale l'unisono centrale chitarra-tastiera). Luminous è un'altra ballad, diversa dalla prima propostaci in questo platter, caratterizzata da melodie vocali molto dolci, accompagnate dall'onnipresente tastiera di Johansson autore di un'ottima prova in tutto l'album. La canzone esplode nella parte centrale con un bell'assolo del mastermind Tolkki per poi sfumare e introdurci a "Dreamweaver" dove il martellante basso di Kainulainen la fa da padrone: sicuramente una bella canzone che scorre via senza troppi sussulti ma che riesce a convincere.Ed eccoci alla ballata conclusiva, "Liberty", che purtroppo a mio parere è l'unico episodio negativo del disco,non tanto per il valore della song che risulta davvero atmosferica e solare in linea con il suo testo, ma per il fatto che durante il ritornello si può tranquillamente canticchiare il chorus della storica Guardians degli Helloween, solo rallentandola un po'. Dispiace chiudere con questa nota negativa il commento di un album che secondo me è davvero un piacere ascoltare, molto immediato, melodico e davvero ben suonato con due canzoni che a mio avviso possono già essere annoverate tra i classici della band ("I Walk To My Own Song" e "I'm Still Alive").
In definitiva un album che consiglio a tutti i fan del gruppo, che non ne rimarrano certamente delusi, e soprattutto a quelli che non avevano digerito Elements Pt1 per il suo, diciamo, "estremo" dilungarsi, poichè il presente platter è sicuramente più compatto e diretto del suo buon predecessore. Per tutti gli altri, ci tengo a precisare che il suond-stratovarius è sempre quello e chi si aspetta incredibili novità o sperimentazioni è meglio che stia alla larga dall'acquisto del CD perchè ne rimarrebbe solo deluso.
 
75