Recensione: Emotions

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La label nostrana Scarlet Records ci ha visto lungo mantenendo nel proprio roster i finlandesi Excalion, veterani del Melodic Power Metal, con quattro album nel proprio carniere ai quali ora si aggiunge ‘Emotions’, disponibile dal 27 settembre 2019. Registrato presso i Domination Studio di San Marino e Mixato e Masterizzato dal grande Simone Mularoni, che può dirsi ormai un musicista aggiunto alle varie band con cui lavora, riuscendo a dare quel tocco finale in più, usando il banco mixer come se un fosse un altro strumento.

Squadra che vince non si cambia e gli Excalion si ripresentano sul mercato discografico con le stessa formazione del precedente album del 2017 ‘Dream Alive’.

Musicisti dalle ottime capacità (… cosa più che normale: se cominciamo a cercare un musicista che non suona bene nella penisola scandinava ci stiamo dei giorni …), sfoderano un power metal ‘estremo’. Cerco di spiegarmi meglio: se poniamo l’Heavy Metal lungo una linea retta che corre dalle estremità ‘A’ e ‘B’, e nel punto ‘B’ ci mettiamo il Thrash, il Death, il Black ed il Grind, tutti generi, appunto, estremi, nel punto ‘A’ non ci possiamo che inserire gli Excalion, tanto la melodia gioca un ruolo principale rispetto alla velocità e alla durezza. Poi non è che in ‘Emotions’ queste manchino, non vengono però usate spietatamente ma per inserire giochi di luce tra le parti sinfoniche.

In effetti la loro nuova opera è un continuo cambio di atmosfere e sensazioni, che vanno dall’odio alla fiducia, dal dolore alla gioia. Emozioni, appunto, come dice il titolo stesso dell’album, una l’opposta dell’altra, come rappresenta l’artwork, nella quale una dama velata di bianco sta sulla linea che separa la stagione fredda da quella calda.

Excalion band 2017

Buono è il lavoro di Marcus Lång, vocalist dagli ampi registri, che sa come rendere interessante ed emozionate una storia senza strafare nell’uso della voce, integrandola bene con gli strumenti, senza farli passare in secondo piano.

Aleksi Hirvonen crea buoni riff di chitarra, grevi e potenti ma abbastanza aperti per seguire le linee melodiche e sprigiona assoli incisivi, confrontandoli spesso con quelli del tastierista Jarmo "Jappe" Myllyvirta, come fossero due spadaccini che duellano per evidenziare i propri stili ma non per prevalere uno sull’altro.

Quest’ultimo, con le sue orchestrazioni, avvolge il sound creando motivi epici, madrigalisti, barocchi e sezioni elettroniche moderne o romantiche. Sa mettersi tanto nella giusta evidenza quanto lasciare dire la loro agli altri artisti.

Infine, batteria e basso, rispettivamente a carico di  Onni Hirvonen e Henri Pirkkalainen, quadrano il cerchio con il loro tiro, anche in questo caso senza lanciarsi in esagerazioni.

Il risultato di tutto questo è un songwriting raffinato e variabile che esce dall’album con qualità, mai noioso, roccioso quanto melodico, come dimostrano, citando alcune tracce prese a caso, visto che ognuna di esse ha la sua buona caratteristica, la struggente ma determinata ‘Trust’, con il suo refrain aperto ed avvincente, la seguente ‘Susnshine Path’, epica e solare, che mette di buon umore anche dopo una giornata passata duramente.

Nella decisa ‘Lost Control’ emerge la durezza, mentre ‘Solitude’ è, a tratti, disperata. Il sapore dolce ed il romanticismo sono espressi in ‘I Left My Heart at Home’, una ballata che fa emergere più di un’emozione. Lo stesso romanticismo si sente in ‘Callsigns’, solo che questo poi si trasforma in pura energia da battaglia, con una sezione molto dura giocata tra la ritmica e la parte solista.

Il CD comprende la bonus-track ‘Deep Water’, veloce e dinamica, giusta chiusura per un lavoro che può definirsi con una sola parola: bello.

Gli Excalion suonano un genere abbastanza inflazionato (si pensi solo al successo ottenuto dai loro connazionali Stratovarius e Sonata Arctica, giusto per citare due nomi a caso), ma con ‘Emotions’ hanno dimostrato di avere  le capacità tecniche e compositive per rimanere in alto ed affiancarsi ai grandi. Più che bravi!!!         

 
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