Recensione: Endless 25th Anniversary Expanded Edition

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Gli Shannah, belgi di Destelbergen, Est delle Fiandre, presero vita nel 1990 dopo che il chitarrista Frank Deroubaix concluse la propria avventura con gli Axel. L’incontro con la cantante Conny Visschers diede il via a una collaborazione che, sull’onda dell’entusiasmo successivo alle prime prove insieme con altri musicisti, prese la forma di mini album, intitolato Endless, l’anno successivo. L’Ep riscosse, principalmente alle loro latitudini, un buon successo tanto da compattare ancor di più la band che a quel punto oltre ai due fondatori si assestò intorno a Wics Rombouts al basso, Wim Leys alla batteria e Alain De Kegel alle tastiere.

Ma le cose nel mondo dell’hard stavano cambiando e, così come altre centinaia di band HM anche gli Shannah riposero i propri sogni di gloria nel cassetto dal momento in cui l’uragano Grunge si impossessò delle cronache e delle attenzioni di una quota parte consistente degli appassionati di musica più o meno dura. I cinque metaller nati nei dintorni di Gand si trovarono quindi le porte sbarrate per suonare dal vivo: chiodo e borchie erano banditi e di travestirsi con camicie di flanella e musi lunghi in servizio permanente non ne avevano né la voglia né la necessità. Seppero comunque tener duro e nel 1993 licenziarono quello che fu il loro canto del cigno sotto forma di demo. Ancora un paio di anni di agonia accompagnarono il cammino degli Shannah, che fra un’uscita di formazione e l’altra dei vari componenti originari e con il solo  Frank Deroubaix a fare da dominus calarono le braghe definitivamente nel 1995.

L’anno scorso la Lost Realm Records insieme con la Blood and Iron Records hanno deciso di ridar vita ai nove pezzi ufficiali della parabola artistica degli Shannah, confezionando in un solo Cd gli estratti, in versione remaster, di Endless e del Demo. Al solito, il packaging si completa di un succoso booklet di dodici pagine con la biografia del gruppo, tutti i testi dei brani, foto d’epoca, flyers e articoli tratti dalle riviste specializzate, insomma tutto quanto ha fatto la storia di una band nata nel cuore di una terra ove si è scritta l’epopea del ciclismo su strada.  

Visions of Tomorrow, posta in apertura di Endless 25th Anniversary Expanded Edition, contiene la cifra stilistica degli Shannah: un heavy rock arioso che dà ampio spazio agli squarci melodici, addolcito dalla voce di miss Conny Visschers. Tanto per intenderci e fornire dei riferimenti in ambito nazionale, il combo belga per attitudine e tiro ricorda da vicino i nostri Royal Air Force ma anche i lecchesi Axton: entrambi capaci di fornire sane dosi di heavy metal sferzante ma anche di brani da rock arena dal forte appeal commerciale.

The Cycle Ends si ritaglia il proprio spazio in virtù di un buon coro, accattivante il giusto, potenzialmente in grado di fare salire il testosterone in sede live. E visto che si parlava di cuore ecco servita su di un piatto d’argento l’arrapante Once Shannah, aperta da una gragnuola di chitarra a firma Frank Deroubaix per poi esplodere in brano dalla ritmica incalzante con Conny in forma strepitosa.

Che bello l’heavy metal di una volta, parrebbe gridare al cielo il pezzo Always: poche menate, melodia sparsa e tanta tanta attitudine senza l’assillo di Social, telefonini, ma solo passaparola e qualche articoletto rubato qua e là sulle riviste di settore. Certo che gli Shannah gli Scorpions li hanno studiati ben bene: Out of this Room è un omaggio al combo tetesco di Cermania quantomeno per quanto attiene all’uso dell’ascia portante.  Frank Deroubaix ancora protagonista nella cavalcata When the Curtains Falls, traccia killer ove i belgi “tirano” alla grande. La calma dopo la tempesta è impersonata da Saturday Night, episodio di matrice Usa vicino a quanto scritto ai tempi d’oro da Lita Ford. Altra mannaia in apertura di See the Light, pezzo d’atmosfera con l’aggiunta di tastiere nel quale Conny Visschers scimmiotta alla grandissima Doro Pesch. Si chiude in bellezza all’insegna della velocità sullo stile dei nostrani Vanadium per quanto riguarda Bad Reputation, pezzo adrenalinico fottutamente tardi Eighties.    

Anche se probabilmente fuori tempo massimo Endless 25th Anniversary Expanded Edition riesce a far sobbalzare il cuore di tutti gli appassionati del suono che fu: un disco buono per accompagnare i lunghi viaggi di ritorno da un concerto nel buio della notte, da intervallare nell’ascolto insieme con Dokken, Pretty Maids e la grande pattuglia dell’heavy rock italiano dalle tinte melodiche.

 

Stefano “Steven Rich” Ricetti                      

 

 

 

 
75