Recensione: Eternal Movement

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I Tides from Nebula sono un gruppo polacco nato nel 2008 e formato da Adam Waleszynski (chitarra), Przemek Weglowski (basso), Maciej Karbowski (chitarra, tastiere) e Tomasz Stolowski (batteria). A partire dall'anno della sua nascita, la band ha rilasciato due album accolti abbastanza favorevolmente, “Aura” (2009) e “Earthshine” (2011), ai quali si è aggiunto da Ottobre 2013 un nuovo capitolo, intitolato “Eternal Movement”.

La musica del quartetto di Varsavia si può classificare facilmente come post-rock strumentale, ma non mancano consistenti contaminazioni progressive che emergono prepotenti durante i quasi 50 minuti di "Eternal Movement", che si rivelerà essere un album molto suggestivo (come spesso accade nell'ambito post-rock, d'altronde) ed eterogeneo, oltre che impreziosito da sprazzi di classe davvero interessanti.

Si parte in medias res con la vivace opener "Laughter of Gods", dove un vortice di chitarre e tastiere introduce subito l'ascoltatore alla proposta dei Tides from Nebula, che distribuiscono melodie dai toni solenni senza voler strafare, dando vita ad una composizione convincente e di buon gusto. I ritmi incalzanti della bella opener vengono ripresi anche nella successiva "Only With Presence", che alterna comunque momenti serrati ad altri decisamente più ariosi e leggeri, oltre che nelle trame chitarristiche di "Let It Out, Let It Flow, Let It Fly", costruita invece su melodie più solari e spensierate. Tuttavia i toni si fanno più malinconici e riflessivi nel singolo "Hollow Lights", dove forse alcune soluzioni vengono dilatate in modo un po' forzato, e soprattutto nell'ottima "Emptiness of Yours and Mine", pezzo dalle tinte cupe malinconico e avvolgente che sicuramente non mancherà di entusiasmare gli appassionati del genere.

Tra i momenti di maggior coinvolgimento emotivo non si può evitare una menzione per le bellissime chitarre scintillanti e subito riconoscibili di "Satori", dove i quattro polacchi riescono a trasmettere una sensazione davvero splendida di tranquillità e spensieratezza, oltre che per gli affascinanti panorami sonori che vanno a costruire il muro di "Now Run". La migliore composizione è probabilmente la conclusiva "Up from Eden", dove i Tides costruiscono lentamente una sapiente suite dalle soluzioni ammalianti dalla lunghezza di quasi dieci minuti, senza dare mai l'impressione di trascinarsi in modo forzato solo per aumentare il minutaggio.

“Eternal Movement” è un disco riuscito, che accrescerà sicuramente la reputazione dei Tides from Nebula tra gli amanti del progressive post-rock, che già avevano ben apprezzato le precedenti uscite del gruppo.
Non si tratterà di un disco innovativo che cambierà la storia del genere, ma si lascia ascoltare con grande piacere, presentando pochi momenti di pesantezza e risultando fruibile anche a chi solitamente non ama questo tipo di sonorità. Pur essendo abbastanza eterogenee, le canzoni che compongono l'album non suonano mai particolarmente slegate; questa caratteristica, unita all'ottimo gusto dimostrato non poche volte dai quattro nei solchi di questo lavoro, fanno ben sperare per il futuro della band, per ora promossa a pieni voti.

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