Recensione: Evil Massacration

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Arrivano dal Messico tre giovani metallari che sperano un giorno di poter entrare tra i big del thrash grazie al loro talento: i Venemous.
“Evil Massacration”, loro prima demo, soffre di qualche ingenuità evidente, data l’inesperienza dei Nostri, ma fa veramente bene sperare perché qualche errorino di gioventù non intaccata minimamente l’ottima prova a livello strumentale e vocale.

Il loro sound pesca direttamente dalla Bay Area, catapultandoci subito in quei mitici anni ’80 dove spuntavano ottime band come fossero funghi. I Riff chitarristici di Gabriel Roca e Riccardo Doval ricordano molto quelli dei primi Exodus, come la voce di Roca, neanche a farlo apposta, assomiglia sia a Baloff sia a Souza. Scherzando ovviamente questa potrebbe essere una demo degli Exodus! Magari comunque molte band suonassero cosi bene e con tanta dedizione! La pecca evidente è il volume troppo basso degli strumenti e del mixaggio che ci rimanda subito indietro nel tempo quando i vari big si affacciavano sul mercato con demo grezze. Questo aspetto è encomiabile, visto che da un lato vogliono fare di tutto per suonare dannatamente eighties e ci riescono e dall’altro è apprezzabile che non vogliano immettersi in un mercato dove la fa da padrone da tempo un  nuovo modo di intendere il thrash con suoni e stili che fanno sembrare tutto uguale e standardizzato. Suonare old school non vuol dire solo essere legati al passato, ma neanche andare avanti col paraocchi ascoltando solo il volere dei produttori. Tutto ciò lo sanno bene i tre giovinastri e questo si nota anche grazie alla copertina, molto in stile black, con angeli che guardano una fossa comune piena di corpi - che trovo comunque di cattivo gusto, anche se apprezzo il coraggio! Nonostante ciò le cinque tracce sono suonate con i giusti attributi, anche se è da escludere l’"Outro", che stranamente ha un volume più altro rispetto a tutto la demo. “Recipie For Disaster” mette subito in mostra il buon cantato di Roca, come i riff martellanti e mai banali dei due chitarristi; spiccano pure i cori di derivazione Exodus. “Deadly Force” è subito d’impatto, come lo è la prima d’altronde, mettendosi in mostra soprattutto per le parti chitarristiche e per l’assolo finale. “Bloodshed” ha riff groove che non sfigurano e qui Roca si fa da parte come cantante, lasciando il comando alle due chitarre. “Venemous” ha uno stampo teutonico, pescando direttamente dai Kreator, attraverso l’uso di serratissimi riff suonati alla velocità della luce, mentre l’ugola di Gabriel ricorda sempre gli Exodus. Ottima anche la prova di Omar dietro le pelli. “Armamentor” si inserisce in quanto detto sopra non aggiungendo molto di più, riuscendo nel complesso ad essere una buona traccia finale.

I Venemous hanno tutto per sfondare, però bisogna tenere conto che questa è solo una demo anche se fa ben sperare per come i Nostri l’hanno concepita e realizzata: old school metal a discapito del moderno thrash, buon uso della tecnica e del cantato e la copertina, brutta, ma almeno c’è la voglia di un immaginario forte fin da subito. Se si mettono assieme tutti questi tre punti, ne vien fuori l’idea che questa band potrebbe risaltare in un mercato saturo. Ciononostante li aspetteremo al cospetto di un vero album per capire se il talento dimostrato con questo lavoro è reale.
Il voto è di incoraggiamento: bravi!

Luca Recordati

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