Recensione: Extended Versions

Di Mauro Gelsomini - 1 Marzo 2007 - 0:00
Extended Versions
Band: Starz
Etichetta:
Genere:
Anno: 2006
Nazione:
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85

Gli Starz tornano alla Beachland Ballroom di Cleveland – casa loro – il 23 settembre 2004 per quella che a detta dei presenti deve essere stata una serata da ricordare: una data unica (che tra l’altro si ripeterà il 31 marzo prossimo) in cui la band ha suonato per la prima volta con una sola chitarra. L’evento impiega talmente poco a diventare memorabile che la Sony BMG – strano davvero per una major che ha “mollato” l’ultimo Journey – rilancia la storica band con questo album, con l’obiettivo di ricreare al massimo l’atmosfera live, con pochissime correzioni in studio, e un missaggio atto a far risaltare, piuttosto che amalgamare, le urla dei presenti.

La line-up è composta dai membri storici Michael Lee Smith (voce), Richie Ranno (chitarra) e Joe Dube (batteria) presenti fin dal debutto avvenuto con l’omonimo album nel lontano 1976, ai quali va aggiunto il bassista George DiAna, mentre l’altro chitarrista fondatore, Brendan Harkin, non ha presenziato per motivi imprecisati. E’ proprio da quel fulminante inizio che vengono tratte le tre song migliori in tracklist: l’opener “Live Wire”, “Fallen Angel” e “Pull The Plug”. L’unica altra vera hit è rappresentata da “Cherry Baby”, apparsa per la prima volta sul secondo album, Violation, del 1977, presente anche con “Rock Six Times” e “Subway Terror”.
Si passa quindi a due album del 1978, “Attention Shoppers!”, rappresentato dalla sola “X-Ray Spex”, e “Coliseum Rock”, con “So Young, So Bad”, “Take Me” e “It’s A Riot”.

Dopo questo straordinario exploit di quattro dischi in tre anni gli Starz si sono concessi un paio di live, un EP alquanto anonimo, e una collection nel 1992 dall’inquietante titolo “Requiem”. Il tutto faceva pensare ad un canto del cigno, frequentissimo per le cult band AOR negli States, ma i nostri hanno continuato a suonare dal vivo nei club e nelle arene, guadagnando la fama di una delle migliori band di hard rock americano degli anni ’70.

In un’epoca in cui siamo sommersi di DVD doppi-tripli, un live album di dieci pezzi suona quasi anacronistico, soprattutto se si pensa che la band è attiva da oltre trent’anni e che avrebbe materiale a sufficienza per riempire tranquillamente due dischi. In realtà sembra che al concerto di Cleveland ci siano stati ben cinque encore, vale a dire metà scaletta…!

Il live-sound, secco e poco effettato, evita che il volume esageratamente alto degli strumenti copra il feeling d’altri tempi col pubblico, una cosa sola con la band. Inoltre, il grande assente Harkin dà piena libertà a Ranno di proporre i suoi pezzi nella maniera che preferisce, e Richie risponde alla grande, suonando praticamente per due, e rendendo questo disco davvero unico.

Sicuramente il miglior live degli Starz di sempre, in attesa del DVD dello Starzfest…

Tracklist:

  1. Live Wire
  2. Fallen Angel
  3. Rock Six Times
  4. Subway Terror
  5. Pull the Plug
  6. Cherry Baby
  7. Take Me
  8. So Young So Bad
  9. It’s A Riot
  10. X-Ray Spex

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