Recensione: Face the Mirror

inserito da

Il "Predatore" Marauder dal 1991 “saccheggia” le città della Grecia  - e non solo - a colpi di tonante HM, senza mai vacillare di un millimetro. Il credo alla causa del Sacro Metallo da parte dei due fondatori Giorgos Sofronas e Andreas Tsaoussis è sempre stato totale, tanto che il Loro sodalizio dura da quasi vent’anni e la band è passata indenne agli innumerevoli cambi di line-up sparando sul mercato quattro full length ufficiali, dopo i tre demo iniziali. Il nuovo Face the Mirror esce per la Heart of Steel Records, un’etichetta italiana molto conosciuta dai die hard fan di un certo heavy metal di nicchia, che privilegia la qualità alla quantità, spesso proponendo autentiche chicche.  
 
La vena epica e riflessiva del combo greco viene ben rappresentata in episodi come I Am (The One) e Nemesis, gli attacchi frontali trovano sfogo in Face the Mirror e The End of a Madman, Hearts Made of Steel è un anthem da cantare nel pit a braccia borchiate al cielo, Born to Rock straripa di riff tronfi, da manuale dell’HM, Naya è un tuffo senza ritorno negli Eighties, Dark Riders galoppa – come da titolo – alla grande e The Beast is on the Highway risponde all’equazione Marauder = Twisted Sister. Autentiche perle di Face the Mirror risultano l’eroica ed epicissima Until we Fall – da pelle d’oca, davvero - , dove i Nostri scomodano i grandi Virgin Steele insieme con i primi Manowar e l’atipica Faraway, tanto strana quanto inaspettata, che mostra il lato più easy del gruppo.           

Le influenze classiche, all’interno delle dodici tracce proposte, evitando di enumerare quelle sopraccitate, si sprecano: Dio, Saxon, Accept,  Grim Reaper, Iron Maiden, Riot, Sword, Hammerfall. Il singer Alexandros Kostarakos non è di certo un fenomeno ma rende quanto basta - anche se per il futuro deve assolutamente migliorare - mentre il resto della band pesta come ci si deve giustamente aspettare da un disco dei Marauder.   

La produzione di Face the Mirror non fa certo gridare al miracolo, risultando carente in più di un’occasione ma proprio per questo il disco mantiene uno standard retrò, che farà la gioia degli innumerevoli nostalgici dell’HM tutto cuore e sudore, che lascia poco spazio alla tecnologia: l'archetipo del Classic Metal greco risiede tutto qui.   


Stefano “Steven Rich” Ricetti


Tracklist:
   1. Who Am I?
   2. I Am (The One)
   3. Face The Mirror
   4. Hearts Made Of Steel
   5. Nemesis
   6. Born To Rock
   7. Naya
   8. Dark Riders
   9. The End Of A Madman
  10. Faraway
  11. The Beast Is On The Highway
  12. Until We Fall

Line-up:
Giorgos Sofronas - Guitar
Andreas Tsaousis - Guitar
Grigoris Vlachos - Drums
Thodoris Paralis - Bass
Alexandros Kostarakos - Vocals


 

 
74