Recensione: Feed 'Em With A Brick

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In casi come questo è inevitabile presentare la band con un breve excursus storico, per collocarli temporalmente e per permettere a chi non li abbia mai sentiti nominare di farsi un’idea sul loro percorso artistico.

I Channel Zero nascono a Bruxelles nel 1990 e riescono, nello spazio di pochi anni e di quattro dischi pubblicati, a ritagliarsi un posto di rilievo all’interno della scena nazionale ed a meritarsi l’altisonante, quanto eccessivo, appellativo di ‘Metallica del Belgio’. Tuttavia, la loro storia musicale si interrompe nel 1997, quando la band dà alle stampe un live album per poi sciogliersi. L’avventura, però, riprende nel 2010 con sei concerti consecutivi sold out, segno di un rinnovato interesse nei confronti del gruppo; cosa che inevitabilmente ha portato, come diretta conseguenza, alla pubblicazione di un nuovo studio album che riprende, a quindici anni di distanza, il discorso interrotto con “Black Fuel”.

Le coordinate stilistiche di “Feed ‘Em With A Brick” affondano le proprie radici in vari generi: da una parte troviamo influenze thrash metal, ormai ridotte a poche tracce in realtà e riscontrabili ad esempio in “Angel’s Blood”, dall’altra una massiccia dose di groove metal novantiano; ma il tutto è condito con sonorità moderne, dando vita a quello che può essere considerato un upgrade in salsa moderna del loro caratteristico stile. In tal senso, una grossa mano per capire il tipo di sound è fornita dal nome del produttore, quel Logan Mader già visto alle prese con Machine Head, Soulfly, Cavalera Conspiracy e DevilDriver. Non mancano però le sorprese: infatti, se è vero che la prima metà del disco scorre via in maniera piacevole ma sostanzialmente prevedibile – a tratti addirittura piatta – nella sua seconda metà sono concentrati i tentativi da parte dei Channel Zero di sperimentare e di provare soluzioni nuove e variazioni del tema, finendo per renderla la parte più interessante ma anche più rischiosa e non sempre riuscita. Con “Side Lines” inizia la parte più sperimentale del disco, segnando anche un deciso cambio di atmosfere: si passa, infatti, da brani più aggressivi, ma anche in un certo senso spensierati, ad un brano che dimostra una maggiore enfasi sull'aspetto emotivo, con un arpeggio straniante a far da colonna portante. Altro esempio lampante della ricerca musicale operata dalla formazione belga è offerto da “Capital Pigs”, che inizia con un riff grasso che ricorda da vicinissimo i Black Sabbath, ma poi si evolve in maniera assolutamente deludente.
Alla fine della fiera, “Feed ‘Em With A Brick” si presenta come un lavoro solido e caratterizzato anche dalla voglia di rendersi più moderni e rinnovarsi, pur mostrando alcuni limiti: è palese, infatti, che la band fatichi a comporre brani evidentemente non nelle proprie corde, facendo sì che questi ultimi sembrino tirati via, come se a livello compositivo mancassero proprio le doti per padroneggiare determinati tipi di canzoni. Quando invece vanno sul sicuro, i Channel Zero sono efficaci e funzionali ad un ascolto gradevole ed anche piuttosto coinvolgente a livello musicale e di refrain, cosa che avviene nei casi di “Hot Summer”, “Guns Of Navarone” e “In The City”. Piccola nota a margine: in alcuni testi non mancano i riferimenti a svariati classici del metal che vi invitiamo a scoprire.

Tirando le somme, il ritorno sulle scene da parte dei belgi non fa gridare al miracolo, ma rappresenta un buon punto di partenza per una seconda parte di carriera che i Nostri potrebbero vivere nei prossimi anni. Astenersi thrasher oltranzisti, mentre amanti di DevilDriver e Soulfly, ed in generale di soluzioni più moderne e moderniste, potrebbero trovare qualcosa di loro interesse.

Luca “Nattefrost” Trifilio


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Track-list:
1. Hot Summer 3:40
2. Guns Of Navarone 2:59
3. Electric Showdown 3:37
4. Freedom 3:39
5. In The City 3:52
6. Angel’s Blood 02:52
7. Side Lines 4:03
8. Hammerhead 2:59
9. Capital Pigs 5:36
10. Ammunition 3:41
11. War Is Hell 4:39
12. Ocean 4:07

All tracks 44 min.

Line-up:
Franky De Smet Van Damme – Vocals
Mike Doling – Guitars
Tino DeMartino – Bass
Phil Baheux – Drums
 

 
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