Recensione: Fistful of metal & Armed and dangerous (reissue)

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Questo cd non è altro che la ristampa del primo lavoro degli Anthrax “Fistful of metal” e dell'EP “Armed and dangerous”, due ottimi lavori della band probabilmente poco ricordati e che all'epoca dell'uscita ufficiale non hanno avuto il riscontro che meritavano.

La formazione degli Anthrax di “Fistful of metal” vede al suo interno il bassista Danny Lilker che, dopo la registrazione dell'album e il tour seguente, decise di lasciare il gruppo e di formare i Nuclear Assault, gruppo altrettanto valido ma sicuramente non abbastanza fortunato. Alla voce troviamo Neil Turbin un cantante capace di ottimi acuti e di una potenza indiscussa che rende ancora più accattivante tutto il lavoro. Purtroppo dopo la dipartita dagli Anthrax non è riuscito a fare nient'altro di particolarmente interessante e ormai da anni si sono perse le sue tracce.
Non nascondo la grande nostalgia che ho provato ascoltando questo cd che mi riporta indietro di decine di anni quando il thrash della bay area andava per la maggiore e i suoni crudi e rozzi erano sinonimo di potenza e di bellezza musicale.
Il cd passa veloce e ricco di emozioni dall'inizio alla fine passando tra pietre miliari del thrash come “Metal thrashing mad”, che ormai è diventato l'inno di molti metallari o come “Deathrider” che ha una carica impressionante e farebbe fare headbanging a chiunque. Passa abbastanza inosservata la cover “I'm eighteen” di Alice Cooper, senza dubbio più piacevole e “pepata” di quella originale ma senza momenti particolarmente esaltanti.
Tutto cambia con brani come “Panic” e “Subjugator” in cui la voce di Neil dà il meglio di se con acuti perfetti e parti urlate senza pecche di nessun genere; riff di chitarra sporchi al punto giusto e potenti all'inverosimile accompagnano cavalcate di doppia cassa che mettono i brividi e creano una devastazione sonora che poche band moderne riescono ad ottenere.
Per quanto riguarda invece l'EP “Armed and dangerous” devo ammettere che mi aveva lasciato perplesso quando era uscito e mi era sembrata una bieca mossa commerciale e, a distanza di anni, riamo ancora della stessa idea. Sia chiaro è un ottimo cd e la titletrack “Armed and Dangerous” è una canzone che alterna sapientemente momenti tiratissimi in chiaro stile Anthrax a parti più melodiche senza cadute di stile.
Non posso dire lo stesso della cover di “God save the queen” che non mi era per niente piaciuta all'epoca e mi piace ancora meno adesso; è certamente più convincente della versione dei Sex Pistols ma rimane sempre moscetta e non particolarmente piacevole.
Le versioni live di “Metal thrashing mad” e di “Panic” fanno capire come anche dal vivo la potenza del gruppo sia uguale a quella espressa in studio senza sostanziali differenze e con un Neil in grande spolvero che ci regala acuti di eccellente fattura.
Piacevoli le versioni demo di “Soldiers of metal” e “Howling furies” ma senza dubbio meno incisive e belle di quelle proposte sul full-lenght.

Non c'è molto altro da dire su due album che hanno fatto la storia del thrash americano; l'unica cosa da fare è mettere il cd nello stereo e ascoltarlo a tutto volume agitandosi come dei tarantolati per tutta la sua durata sperando in un improbabile ritorno degli Anthrax a certe sonorità che purtroppo penso siano ormai andate perdute per sempre nel Valhalla del thrash metal old style.

TRACKLIST:
1. Deathrider
2. Metal thrashing mad
3. I'm eighteen
4. Panic
5. Subjugator
6. Soldiers of metal
7. Death from above
8. Anthrax
9. Across the river
10. Howling furies
11. Armed and dangerous
12. Raise hell
13. God save the queen
14. Metal thrashing mad (live)
15. Panic (Live)
16. Soldiers of metal (rare)
17. Howling furies (rare)

 
90