Recensione: Fluxion

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I The Ocean sono una di quelle band che si fanno notare. Originalità e coerenza compositiva, ritmi spaccatesta e armonie orchestrali, growl martellante e testi intelligenti. Potrebbe bastare anche solo questo a farvi incuriosire, ma una recensione da 5 righe sarebbe un po' riduttiva.

Iniziamo con un po' di storia: fulcro compositivo della band è l'eccellente chitarrista Robin Staps, che nel 2000 si trasferisce a Berlino con l'intento di cercare persone per creare un "collettivo di musicisti per suonare insieme una musica che fosse heavy e orchestrale al tempo stesso". In seguito, la band cresce, persone che vanno e vengono, concorsi, concerti nell'underground più estremo che portano i The Ocean a ritagliarsi uno spazio proprio nella scena musicale estrema di Berlino.
Dopo essere andati in tour con i Dillinger Escape Plan, la band registra questo Fluxion, che ottiene recensioni entusiastiche (una su tutte: "la risposta tedesca a Neurosis e Isis").

Effettivamente, benché non si possa gridare al capolavoro, Fluxion è un album ottimo, una delle migliori rivelazioni del 2004. L'abilità compositiva di Staps (autore di tutte le musiche e i testi!) si scatena in 9 tracce contese tra melodie struggenti e sentimentali (la stupenda Human Stain e la title-track Fluxion) e riff spaccaossa, martellanti ma non eccessivi, potenti e straordinariamente carichi.

L'elevatissima qualità melodica delle parti orchestrali, registrate senza il minimo ausilio di tastiere, è poi un'ulteriore punto a favore dell'album. Nota importante: non pensate neanche per assurdo a "intrusioni" melodiche, brevi lampi di violini e trombette che danno un attimo di respiro all'ascoltatore. Gli strumenti classici e la più tipica formazione metal si innestano perfettamente, per cui definire i The Ocean un "collettivo", più simili ad un'orchestra che a un gruppo, risulta quasi doveroso, vista anche la quantità di gente che partecipa al progetto (date un'occhiata alla line-up!).

Inutile fare un track-by-track di quest'album: non si sono molte parole per descrivere l'intenso intreccio di armonia e distruzione in Nazca, la maestosa orchestra in The Human Stain, la furia e la melodia di Fluxion e Isla del Sol.

Ulteriore nota di merito: i The Ocean sono una band meravigliosa dal vivo, grazie alla grande abilità di Lindenhayn, il cui ruolo nella band è proprio quello di organizzare le "arti visuali", che non si limitano a effetti "base" di luci e fumo, ma veri e propri spettacoli. Date un'occhiata ai video sul sito ufficiale per farvi un'idea.
Ascoltare Fluxion vuol dire immergersi in un mondo nuovo, diverso e strano, un mondo fatto di contrasti, in una musica che è come l'oceano: prima calma e rassicurante, e poi una tempesta furente.


Tracklist:

01 - Nazca (4:52)
02 - The Human Stain (8:39)
03 - Comfort Zones (4:00)
04 - Fluxion (4:19)
05 - Equinox (4:18)
06 - Loopholes (1:30)
07 - Dead on the Whole (5:06)
08 - Isla Del Sol (9:40)
09 - The Greatest Bane (14:33)

Line - up

Robin Staps - Chitarre
Torge Ließmann - Batteria
Jonathan Heine, Gordon Hünies - Basso
Gerd Kornmann - Percussioni, voce, arti visuali
Andreas Hillebrand - seconda chitarra live
Nils Lindenhayn - arti visuali
Meta - voce
Tomas Hallbom, Sean Ingram, Nate Newton, Carsten Albrecht, Ercüment Kasalar - voce addizionale


Nota: quest'album non è stato distribuito in Italia, ma è possibile acquistarlo tramite il negozio del sito ufficiale della band.

Andrea "Angel at the Gates" de Franco
 
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