Recensione: From Dawn To Dusk

Di Tiziano Marasco - 10 Giugno 2015 - 21:09
From Dawn To Dusk
Band: Repsel
Etichetta:
Genere: Progressive 
Anno: 2015
Nazione:
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70

I Repsel sono una band laziale attiva, nel complesso, da oltre dieci anni. Nati come gruppo dalle forti tinte gothic, negli ultimi anni hanno virato verso sonorità progressive e alternative, giungendo al traguardo del full-length pochi mesi fa grazie a  From Dawn to Dusk. 

A dirla tutta la length non è proprio full, il disco non arriva ai 40 minuti, ad ogni modo questo elemento risulta pienamente compensato dall’esteso minutaggio di molte delle tracce (in tutto sette) presenti in scaletta. Alcune sono di durata classica, altre superano i sei minuti. Si tratta in ogni caso pezzi estremamente leggeri che pescano a piene mani dal rock con voce femminile, sia italiano che internazionale, da certo progressive e dal metal meno heavy e più alternativo. Il risultato risulta molto piacevole all’ascolto, tutti i brani risultano costruiti estremamente bene, le melodie sono facili ma non per questo banale. Dall’altro lato la mistura di molte influenze non produce qualcosa di nuovo o, in ogni caso, di originale. Piuttosto, si ha l’idea che la band segua in maniera costante la lezione di qualcun altro, ma non si capisce mai esattamente di chi, i nomi di questa o quella band sono costantemente sulla punta della lingua, ma non saltano mai fuori.

Due sono gli elementi su cui concentrarsi: al di là dell’ottima prova vocale, Marta Iacoponi si rivela molto abile anche al violino, facendosi interprete dei migliori riff del disco, su tutti l’ottima Everything has changed. Dall’altro, la massiccia sezione di synth, opera di Francesco Proietti, che infonde la liquidità del prog ad un disco che altrimenti potrebbe definirsi semplicemente pop rock (vedasi Pandora e Make Up). Se la band saprà sfruttare queste sue caratteristiche, potrà davvero fare strada. Al di là di questo, rimane un pugno di buoni pezzi, davvero validi, che confermano come la band,in dieci anni, abbia maturato un discreto mestiere, seppur non abbinato ad una propria identità. 

In definitiva, sebbene From Dawn to Dusk non brilli per originalità né per personalità, colpisce per l’ottima costruzione dei vari pezzi, l’equilibrio strutturale e la qualità del suono che portano ad un disco comunque molto godibile. Non ci troviamo dinnanzi a qualcosa che faccia gridare al miracolo (escludendo forse Everything has changed) ma i Repsel sono comunque una proposta degna di attenzione e supporto, che potrà fare parecchia strada lavorando nella direzione giusta e dando, a parer nostro, maggior peso a synth e violini.

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