Recensione: Frozen Summer

Di Gaetano Loffredo - 5 Luglio 2007 - 0:00
Frozen Summer
Etichetta:
Genere:
Anno: 2007
Nazione:
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65

Spigliato e intraprendente questo Frozen Summer dei 3 Legged Dogg. Definizione tutto sommato positiva ma che va strettissima ad una formazione che annovera tra le sue fila cognomi storici della scena metal e hard rock internazionale, gente che nel complesso ha venduto oltre quindici milioni di dischi in tutto il mondo. Vi incuriosisce il dato? Continuate a leggere se volete scoprire di cosa si tratta.

Ecco i nomi dei fondatori: Jimmy Bain (Rainbow, Dio) e, udite udite, Vinny Appice (Black Sabbath, Ozzy Osbourne, Dio). Ora passiamo agli “assistenti” e al relativo mini-commento: la voce possente è di Chas West (Bonham, Lynch Mob), a garanzia di un impianto vocale di alto profilo, l’eleganza di Brian Young (David Lee Roth) e l’eccentricità di Carlos Cavazo (Quiet Riot), invece, completano il quintetto con le rispettive chitarre elettriche.  

Il disco è filtrato da una sensibilità post-grunge che, in un primo momento, elude gli elementi hard rock ed heavy metal, salvo poi ritornare in corsia nelle diverse escursioni strumentali sparse qua e la. Otto i brani a disposizione per un totale di soli trentatré minuti.
Nella musica, si sa, i nomi contano fino ad un certo punto, il resto lo fanno l’ispirazione, il sentimento e le capacità tecniche: i 3 Legged Dogg non riescono ad eccellere in due materie su tre. Indovinate un po’ quali?

La prima traccia, Frozen Summer, è una sciabolata sforna-riff; minacciosa e ben in evidenza la linea di basso a ricalcare il malsano contorno melodico per un potenziale tormentone “evergreen”. 
Incombe, talvolta, la nuvola grigiastra del crossover made in Usa (e qui mi vengono in mente gli Slavior di Mark Zonder, tra l’altro autori di un album discreto), spazzata via dalla micidiale coppia d’asce sgorga-assoli, padrone assolute della seconda Give And Take Away e della terza Rain On My Parade.
I brani più corposi negli arrangiamenti, One Good Reason e Wasted Life, non riescono a celare l’espressività del super gruppo americano che tende a disperdersi nei meandri di fantomatiche melodie dal retrogusto ipnotico.
Il crossover torna di moda con l’autocelebrativa Long Way Back From Hell ma decido di oltrepassare l’ostacolo, incontrando la potenza di Left For Dead (finalmente un pezzo che, come l’opener, convince) e l’energia di Bring The Hammer Down, territorio sul quale Vinny Appice e la sua batteria esercitano la piena patria potestà.

Da un parco musicisti del genere, come anticipato, ci si aspetta un lavoro che si avvicini al concetto di “memorabile” ma Frozen Summer non va oltre l’aggettivo “piacevole”, decretando a tutti gli effetti la prima sconfitta del team di Vinny Apice & Jymmy Bain.

3 Legged Dogg rivedibili: la seduta è tolta.

Gaetano Loffredo
 

Tracklist:
01.Frozen Summer (MySpace)
02.Give And Take Away (MySpace)
03.Rain On My Prade
04.One Good Reason
05.Wasted Life
06.Long Way Back From Hell
07.Left For Dead
08.Bring The Hammer Down

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