Recensione: Funky Queen

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Avete presente i Blues Pills, con quella peculiare mistura di blues e hard rock anni ’70 splendidamente valorizzata dall’ugola d’oro della bella Elin Larsson?

Ecco, ora immaginateli con un guitar work maggiormente orientato verso lo stoner e con una voce, quella dell’italo-belga Marcella Di Troia, piuttosto simile a quella della cantante svedese ma ancor più graffiante e rabbiosa e probabilmente vi sarete fatti un'idea piuttosto definita di come suonano i Black Mirrors.

“Funky Queen” è un debut EP di sole quattro tracce, una delle quali nientemeno che una cover della celeberrima “Kick Out The Jams” dei pionieri MC5, eppure come biglietto da visita vale più di mille parole. Dalla suggestiva copertina passando per un sound volutamente ruvido fino ad arrivare ad un songwriting già del tutto maturo, in grado di muoversi con inaspettata destrezza tra hard rock d’annata, distorsioni stoner e pulsioni groove, tutto appare perfettamente calibrato e dosato alla perfezione, con il plus di una cantante in grado di fare la differenza.

Gli slogan promozionali hanno infatti paragonato la Di Troia a mostri sacri come Janis Joplin o Adele e, dopo aver ascoltato ripetutamente “Funky Queen” ed esserci deliziati con le tante sfumature soul e blues della sua voce, la cosa non appare per nulla campata per aria.

I brani funzionano tutti alla grande – e non solo per merito di Marcella ma anche grazie all’ispirato lavoro di tutti gli altri strumentisti, con menzione d’onore per Pierre Lateur alla chitarra – ma dovendo sceglierne uno, probabilmente "Canard Vengeur Masqué" risulta essere il migliore del lotto.

Quattro canzoni, per quanto di elevata qualità, sono ad ogni modo poche ed ora che i Black Mirrors hanno lanciato il sasso non possiamo far altro che attenderne l’uscita sulla lunga distanza confidando nella loro capacità di mantenere le buonissime premesse di questo EP. 

Stefano Burini

 
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