Recensione: Glory to the Brave

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"Glory to the Brave" è il primo album degli Hammerfall. Uscito nel 1997 segnò la ripresa dell'Heavy Metal anni '80, riportando freschezza al genere e riproponendo le sonorità di gruppi storici come Warlord, Helloween e perché no, in parte, Manowar.

I testi delle canzoni svariano dal più classico cappa e spada ai viaggi interdimensionali, dagli omaggi all'Heavy Metal alla perdita delle persone amate, quindi sono stati scritti sia per raccontare storie sia per, semplicemente, intrattenere il pubblico, nel più classico stile anni '80.

Passiamo all'analisi dell'album. Il CD parte subito alla grande con "The Dragon Lies Bleeding", gran lavoro di batteria, cori potenti e chitarre melodiche in una canzone veloce ed epica allo stesso tempo. Si passa poi a "The Metal Age", che incede con il classico ritmo dell'Heavy anni '80, nel testo si parla di una dimensione parallela dominata dall'era del Metallo. In questo pezzo si notano molto i riff di chitarra, una canzone perfetta per essere riproposta in live. Poi passiamo alla canzone che è anche il nome della band, "Hammerfall". Qui il gruppo si autocelebra con una canzone veloce e melodica, con un coro centrale da urlare a squarciagola.

"Hammerfall - We Will Prevail!"
"Hammerfall - Let Us Hail!"

Si passa poi per una ballad veramente commovente come "I Believe" pezzo struggente in cui si alternano pezzi lenti e leggeri al coro centrale, in cui i riff di chitarra si fanno più pesanti per dare più drammaticità alla canzone. Si arriva poi ad un cover, decisamente ben suonata, dedicata ai mitici (e loro idoli) Warlord, "Child Of The Damned" (tratto dall'album "Deliver Us"). Si ritorna poi al cappa e spada in "Steel Meets Steel", canzone dedicata ai templari, anche questa in tipico stile anni '80 con ritmi trascinanti e un coro da urlare.

Si continua quindi con "Stone Cold", forse il pezzo più sottotono dell'album, comunque da segnalare i riff di chitarra all'inizio della canzone. Quindi troviamo "Unchained", canzone trascinante con la doppia cassa sempre in sottofondo.

Arriviamo quindi alla title track "Glory To The Brave". Questo è un piccolo capolavoro, un'epic ballad con un testo struggente che parte con 3 minuti d'arpeggi e una chitarra dal suono caldo e delicato con la voce cristallina di Joacim Cans che c'introduce in questo racconto. Poi si sale d'intensità e la chitarra diventa distorta per arrivare al coro centrale epico e pomposo. Il testo è un'altra chicca e parla della tristezza per la perdita di un eroe che comunque continua a vivere nei ricordi delle persone, grazie alle sue gesta e per questo va a riposare nelle sale degli impavidi (Brave).

In conclusione quest'album nel 1997 ha segnato una netta rinascita del classico Heavy Metal che era ormai (e purtroppo) sommerso dal power stagnante di quei periodi. Questi ragazzi hanno riportato in auge il True Metal dandogli nuova freschezza e non si può che rendergli merito per questo. Questo album è da considerarsi un classico, un piccolo gioiello di Heavy Metal degli ultimi anni. Peccato che gli Hammerfall non abbiano saputo ripetersi in modo adeguato con le successive uscite, quindi per adesso accontentiamoci di questo piccolo capolavoro.

TrackList:

01 - The Dragon Lies Bleeding
02 - The Metal Age
03 - HammerFall
04 - I Believe
05 - Child Of The Damned
06 - Steel Meets Steel
07 - Stone Cold
08 - Unchained
09 - Glory To The Brave


Written by Enkidu, The Wildman

 
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