Recensione: Greatest Hits

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Se i Queen sono stati la regina indiscussa del rock britannico degli anni '70 allora il Greatest Hits uscito nel 1981 è il re delle raccolte musicali. Solitamente io le aborro ma questa è diversa, è magica, perché immortala, come meglio non si potrebbe, gli anni d'oro dei Queen quando, forse, nel loro genere non avevano semplicemente eguali. Nella vecchia, scheggiata e opaca cassetta che tengo, or ora ,gelosamente tra le mani riecheggia con forza tutta la mia adolescenza (e sono sicuro anche la vostra) quando con una racchetta da tennis in mano “facevo” i solos di May e “cantavo” di fronte ad un pubblico immaginario le strofe del “divin” Mercury. Poter sentire così, tutto d'un fiato, tante canzoni che hanno significato molto per la mia crescita musicale (e non solo) è pura estasi. Ogni singola track di GH la posso collegare ad un momento della mia vita da adolescente: Tristezza, amore, spensieratezza, esuberanza, gloria, disperazione…I Queen in poche parole sono stati per diversi anni la colonna sonora della mia vita e questo Graetest Hits è una testimonianza di quanto fossero immensamente grandi.
Flash a parte (non mi è mai piaciuto più di tanto il pezzo scelto per la colonna sonora dell'omonimo movie) tutte le restanti Hit della raccolta sono eccelse. Per farVi capire il calibro del lavoro Vi dico che si comincia con Bohemian Rhapsody e si finisce con We Are The Champions. Spendere parole su queste due song, che hanno fatto il giro del mondo, mi sembra abbastanza futile visto che tra l'inizio e la conclusione del disco la musica proposta è altrettanto succulenta e prelibata. Dal basso penetrante di Deacon nell'oscura Another One Bites The Dust si passa all'incalzante, allegra e festante Bicycle Race che con i suoi tempi mai domi ben evoca una pazza corsa. In You're My Best Friend un testo zuccherino ci accarezza con tenerezza mentre subito dopo arriva il sottovalutato capolavoro Don't Stop me Now che, dopo un inizio fragile e timido, cambia passo. Le strofe supportate dal piano volano cantate magicamente da Freddie che appassiona come il finale sulla scia di un solos immediato. Somebody To Love è il regno dell'impressionante estensione vocale di Mercury. Melodie barocche e pompose fin dalle prime note prendono il sopravvento in un continuo crescendo che sfocia (dopo una pausa) nel refrain finale davvero esaltante e che invita tutti a cantare. Più incalzante Now I'm Here che mostra un Hard Rock a tratti trascinante grazie al buon lavoro di riffing durante tutto il pezzo. Completamente diversa Good Old Fashioned Lover Boy con il suo sound leggero e timido che ci porta indietro nel tempo. Dopo la veloce e rockeggiante Seven Seas Of Rhye (dotata di un bel break) è giunto il momento tanto atteso di battere le mani per dare il giusto tributo ad una delle canzoni più semplici e geniali del rock. Tum – Tum – Tam / Tum – Tum – Tam /… Questa grezza, stupida e ingloriosa descrizione onomatopeica è, che lo si voglia o no, il vero cuore pulsante di We Will Rock You che come un'ombra segue Freddie Mercury nelle strofe scarne e “marcianti”. Ad arricchire la Hit ci pensa nel finale un solos elementare e d'impatto che pone il sigillo su 3 minuti che definire storici è poco. E' incredibile e frustrante sapere che per emozionare, trasmettere qualcosa, e diventare immortali basta, certe volte, la rude semplicità: Ma è così! Greatest Hits termina con L'HIT per eccellenza: We Are The Champions. Un canto vibrante, che sprigiona pura emozione, dove si può sentire la voglia di emergere, lottare e finalmente vincere presente in ognuno di noi.

Queen! Null'altro da aggiungere!
1. Bohemien Rhapsody
2. Another One Bites The Dust
3. Killer Queen
4. Fat Bottomed Girls
5. Bicycle Race
6. You're My Best Friend
7. Don't Stop Me Now
8. Save Me Now
9. Crazy Little Thing Called Love
10. Somebody To Love
11. Now I'm Here
12. Good Old Fashioned Lover Boy
13. Play The Game
14. Flash
15. Seven Seas Of Rhye
16. We Will Rock You
17. We Are The Champions
 
90