Recensione: Heavy Metal Sanctuary

Di Stefano Ricetti - 18 Marzo 2014 - 21:00
Heavy Metal Sanctuary
Band: Battleaxe
Etichetta:
Genere:
Anno: 2014
Nazione:
Scopri tutti i dettagli dell'album
76

C’era un tempo lontano nel quale ai seguaci dell’heavy metal – esisteva solo quello, allora, nessun sottogenere e men che meno sottogeneri dei sottogeneri – veniva la pelle d’oca anche solo sentendo scanditi i nomi di alcuni luoghi, lassù in Inghilterra: a parte l’ovvia Londra, generava interesse morboso una contea quale lo Yorkshire oltre a città come Birmingham, Stafford, Newcastle. Denominazioni che suonavano come slogan, cariche di quella sana prosopopea che la scarna stampa del periodo contribuiva ad alimentare e soprattutto mitizzare. L’epica legata all’acciaio inglese di quei formidabili anni legati alla Nwobhm qui da Noi godevano di un cantore di primordine: Beppe Riva, colui che sulle colonne di Rockerilla guidava gli umori di orde di metallari italici carichi di brufoli e dagli ormoni prorompenti, fra i quali lo scrivente.

Il mio personale approccio con i Battleaxe da Sunderland avvenne in tempo reale sui solchi dell’Lp Power from the Universe, nel 1984, peraltro l’ultimo della prima parte della loro carriera. Un acquisto dettato più che per i guerrieri provenienti dalla zona di Newcastle, per via della comunanza della Loro proposta con quella degli Stalloni di Sheffield Saxon, con i quali si imbarcarono pure per un tour in ovvia veste di supporter, là, in terra d’Albione. Un vinile consumato il giusto e nulla più; l’acquisto del debutto Burn This Town dell’83 avvenne in un momento successivo, da parte del sottoscritto. 

Considerati dalla critica dell’epoca appena al di sotto del livello della Premier League del Metallo, i Battleaxe seppero comunque ritagliarsi la propria fetta di gloria all’interno della storia della siderurgia british applicata alla musica.

Veniamo ai giorni Nostri, o quasi. L’anno scorso, quasi inaspettatamente, il logo guerresco del combo originario del Nord dell’Inghilterra torna a risplendere grazie alla ristampa operata da parte della tedesca Spv di Burn This Town.

Il febbraio del 2014 segna il ritorno dei Battleaxe, con un album che non lascia spazio all’immaginazione, sin dal titolo: Heavy Metal Sanctuary.

Della line-up originaria fanno ancora parte Dave King e Brian Smith, ossia voce e basso. Al di là dello sporadico Ep del 2005 non potrebbe davvero risultare credibile un ritorno sulle scene da parte degli ‘Axe, senza l’ugola primigenia, da sempre trademark inconfondibile del gruppo. La formazione si completa con alla batteria Paul At Kinson e Mick Percy alla chitarra, già nei Battleaxe da una vita, avendo rimpiazzato Steve Hardy e Ian McCormack fra il 1985 e il 1987. Tutte facce da Nwobhm, quindi…

Heavy Metal Sanctuary, disco in gestazione sin dal 2010 e realizzato con un budget risibile, grazie al sapiente lavoro dell’ex chitarrista dei Tygers of Pan Tang – ai tempi di The CageFred Purser spacca alle casse quanto deve, a testimonianza che spesso con il cuore e la passione si può fare davvero molto.                  

Farsi trapanare le orecchie dalle note cartavetrate alla grana fine di Dave King è pura goduria Eighties. Heavy Metal Sanctuary, la canzone che apre l’album sta lì a dimostrare che gli inglesi sono tornati e si ricordano per bene come si fa a spaccare vecchia maniera consegnando alle cronache dell’Acciaio un ulteriore anthem.

Chitarre a mo’ di affettatrici prendono possesso di Shock and Awe, altro straclassico nell’incedere così come nell’impianto. La mattanza periodo Nwobhm continua incessante fra pezzi azzeccati e altri un po’ meno – con netta predominanza dei primi – consegnando alle cronache un disco suonato col cuore dal titolo Heavy Metal Sanctuary: un sano ripasso per quelli con qualche capello in meno e una lezione sulle origini del british metal ottantiano per i più giovani e baldi.     

Battleaxe: onesti e dignitosi protagonisti della guerra dei watt, oggi come allora. HAIL!

 

Discutine sul forum nella sezione dedicata!

 

Stefano “Steven Rich” Ricetti

 

 

 

Ultimi album di Battleaxe