Recensione: Helsinki Savagery

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"Helsinki Savagery": un disco marcio fino all'osso, concepito da un gruppo altrettanto necrotico nell'animo. Sono i Foreseen, crossover band proveniente dalla Finlandia ed autrice di un disco vero e grezzo, purtrido e umido di residui di appiccicoso alcol evaporato.
"Helsinki Savagery" è l'esordio del quintetto di Helsinki che già ha prodotto, nel corso dei precedenti cinque anni di vita, un demo ed uno split album. Con questo lotto di brani, la band presenta tutta la propria devozione alla scena crossover thrash degli anni Ottanta, D.R.I., Cryptyc Slaughter ed S.O.D. in primis. Tanti anche i riferimenti extreme punk presenti per un contributo ulteriore a quello che è uno dei più vivi e striscianti movimenti underground estremi di sempre. Ascolterete dieci brani di ferocia, cruda e sanguinolenta, un urlo incontrollato e feroce fatto musica senza alcuna cura dello stesso, senza orpelli compositivi che lascino trapelare l'intenzione di protar alle orecchi di chi ascolta un qualcosa di 'bello'.
Il sound di "Helsinki Savagery" è (e vuole essere) minimale, diretto, 'in presa diretta'. Echi e riggini sembrano rimbalzare tra le pareti fredde e buie di una sala prove (o forse della sala registrazione?), tra lattine di birre semivuote, catini che profumano di acido gastrico e tanta, tanta polvere.
Impossibile giudicare la band da studio. Volutamente abbiamo voluto regalarvi metafore ed immagini più che analisi di un contesto compositivo che si rifà in tutto e per tutto ai nomi storici sopra citati. La dimensione di questa band, così come l'eventuale critica, dovrà avvenire dal vivo, sul palco di qualche mini locale punk di periferia. Credo sarà molto difficile vederli da queste parti, ma nulla vi vieta, quando fate il prossimo giretto in terra scandinava, di cercarli in qualche fottuto locale di basso target, probabilmente là li troverete... ed allora, ne siamo certi, sarà massacro da 110 e lode.

Nicola Furlan

 
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