Recensione: Hughes Thrall [reissue]

Di Stefano Ricetti - 12 Aprile 2007 - 0:00
Hughes Thrall [reissue]
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Anno: 2006
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73

A metà del 1976, quando l’incrociatore Deep Purple affondò definitivamente sotto i colpi di beghe interne e di un mercato meno ricettivo, nacquero da quel nucleo alcune fra le band più amate e ricordate del ventennio “Settanta/Ottanta”. Mi sto riferendo a gente come Whitesnake, Rainbow e Ian Gillan. Glenn Hughes, bassista e cantante, dopo qualche periodo che lo vede coinvolto in un “Solo Project”, incontra il chitarrista Pat Thrall, già famoso per aver suonato insieme con la Pat Travers Band. Da questo connubio nasce il disco oggetto della recensione, originariamente uscito nel 1982 e qui riproposto dalla Rock Candy di Dante Bonutto e Derek Oliver, in versione rimasterizzata e con l’aggiunta di due bonus track. La copertina, discutibile oggi più di allora, è la stessa: un caleidoscopio di disegni che apparentemente c’entrano poco fra loro, quasi una sfida al mercato: se comprate il disco è perché vi interessa davvero il contenuto, data la veste grafica…

Hughes Thrall, in questa loro avventura, sono affiancati da altri musicisti di prim’ordine come Gary Ferguson, Frankie Banali e Gary Mallaber alla batteria, oltre a Peter Schless alle tastiere. Gli amanti di “The Voice of Rock” Glenn Hughes sicuramente avranno già consumato il vinile venticinque anni fa e questa versione in Cd non sfuggirà loro per doveri di collezionismo, visto il bel servizio in retrospettiva scritto da Geoff Barton di Classic Rock all’interno del booklet. Per tutto il resto degli appassionati di Hard Rock dalle tinte Blues Hughes Thrall può costituire un buon inizio a certe sonorità d’antan. I Got Your Number è sufficientemente elettrica e contiene al proprio interno un lavoro di chitarra da parte di Pat Thrall veramente notevole. I tre brani successivi schiacciano l’occhiolino a un airplay più “Easy Listening” mentre Muscle and Blood è un tributo dei Nostri ai maestri Led Zeppelin, con la chitarra di Thrall mostruosamente e maestosamente in evidenza. Hold Out Your Life riparte muscolarmente, con un Glenn Hughes a dettare legge a 360°, Who Will Run To è un affresco con il bassista/cantante che dà ulteriore prova della propria versatilità mentre Coast to Coast – quest’ultima firmata solo Hughes – risulta essere un episodio slow di un’altra epoca che tira la volata a First Step of Love, il brano più lungo del lotto e probabilmente il migliore del disco. Le due bonus track nulla aggiungono e nulla tolgono al resto, come spesso accade in questi casi, con la prima intimista e la seconda sufficientemente robusta.

Stefano “Steven Rich” Ricetti

Tracklist:

  1. I Got Your Number
  2. The Look In Your Eye
  3. Beg Borrow Or Steal
  4. Where Did The Time Go
  5. Muscle And Blood
  6. Hold Out Your Life
  7. Who Will You Run To
  8. Coast To Coast
  9. First Step Of Love
  10. Still The Night (Bonus Track)
  11. Love Don’t Come Easy (Bonus Track)

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