Recensione: Human Remains

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Il nome degli Hell potrebbe risultare nuovo per qualche lettore, ma sicuramente il gruppo di Notthingam è una vecchia conoscenza dei cultori più intransigenti della NWOBHM: il 45 giri Save Us from Those Who Would Save Us/Death Squad, pubblicato nel 1982 è infatti uno degli oggetti di culto più ricercati di quel florido periodo. In seguito alla morte del frontman Dave Halliday (avvenuta nel 1987), gli Hell si sciolsero per poi riformarsi nel 2008 con David Bower, fratello del chitarrista/tastierista Kev, alla voce (subentrato a sua volta all'ex-Sabbat Martin Walkyier) e Andy Sneap alla chitarra, proveniente dai Sabbat anche lui, pubblicando il primo full lenght Human Remains a quasi 30 anni dalla formazione.

Come è facile immaginarsi, ci troviamo di fronte ad un lavoro di classicissimo Heavy Metal, furioso e melodico, a volte veloce, a volte più lento e solenne. Dopo la breve e maestosa intro "Overture Themes from Deathsquad", esplode in tutta la sua potenza la doppietta iniziale rappresentata da "On Earth as It Is in Hell" e "Plague and Fyre" (entrambi due vecchi pezzi degli Hell risalenti ai primi anni '80, come molte altre tracce di Human Remains): una colata di metallo pesante dalle tinte epiche che non potrà assolutamente essere disprezzata da ogni amante di questa musica, in cui spicca la voce espressiva di Bower ed il solido lavoro dei chitarristi Andy Sneap e Kev Bower. Dopo la rasoiata "The Oppressor", è il turno di un pezzo dal minutaggio più elevato, "Blasphemy and the Master". La traccia è un pochino prolissa e se dai suoi otto minuti ne fossero stati tagliati un paio, ora si parlerebbe di uno dei punti salienti dell'album; in ogni caso sarebbe sicuramente un peccato non lodare la prova di David Bower, che mette in mostra una teatralità tale da non dover temere il confronto con il miglior King Diamond.

L'arrembante "Let Battle Commence" ha il compito di spezzare la tensione accumulata nel precedente brano, ma subito dopo tocca ancora una volta ad una lunga composizione: si tratta di "The Devil's Deadly Weapon", nei cui dieci minuti si trovano melodie maestose, chitarre affilatissime e come al solito una grande prova vocale; stavolta l'attenzione non cala per un solo secondo, e si potrebbe benissimo collocare questa traccia sul podio Heavy Metal di quest'anno finora fruttuosissimo. Da qui fino alla fine è una carrellata di futuri classici, come testimoniano "The Quest", in cui risalta la grande influenza di Ronnie James Dio sugli Hell, l'epica e terremotante "Macbeth" e la lunghissima traccia conclusiva "No Martyr's Cage", passando per "Save Us from Those Who Would Save Us", brano originariamente composto nel 1982, che a discapito della fama non proprio estesissima, è ormai diventato un piccolo pezzo di storia della NWOBHM.

Concludendo il primo full length degli Hell è un ottimo album di Heavy Metal, caratterizzato da trame epiche o ritmi più sostenuti a seconda degli episodi. Non ci resta che sperare in un seguito nel breve termine, dato che questa band ha tutte le carte in regola per scrivere pagine fondamentali nell'HM del nuovo millennio.

Bentornati!

 

 

Federico "Federico95" Reale  

 

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Tracklist:

01 Overture Themes from Deathsquad
02 On Earth as It Is in Hell
03 Plague and Fyre
04 The Oppressor
05 Blasphemy and the Master
06 Let Battle Commence
07 The Devil's Deadly Weapon
08 The Quest
09 Macbeth
10 Save Us from Those Who Would Save Us
11 No Martyr's Cage

Line-up:

David Bower: vocals
Kev Bower: guitars, keyboards
Andy Sneap: guitars
Tim Bowler: drums
Tony Speakman: bass

 
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