Recensione: Hurricane Town [reissue]

Di Stefano Ricetti - 11 Agosto 2006 - 0:00
Hurricane Town [reissue]
Band: Stampede
Etichetta:
Genere:
Anno: 2006
Nazione:
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Per gli amanti e i conoscitori della Nwobhm il nome Stampede non costituirà certo una sorpresa, essendo la band di Londra una delle protagoniste della truppa melodica di quel fantastico e irripetibile movimento musicale che nacque e crebbe negli anni ottanta nella fredda Inghilterra. La loro storia è sicuramente particolare: Hurricane Town, uscito originariamente nel 1983, è il loro debutto discografico in studio ma anche l’epitaffio della loro breve ma intensa carriera. Incredibilmente, infatti, la loro prima prova uscita su vinile fu un live album, dal titolo Official Bootleg, rilasciato dopo la sola realizzazione di un singolo nel 1982, Days of Wine and Roses.

Portare alle cronache un siffatto cammino può apparire grottesco nel 2006, dove una band come minimo esce con un mini Cd in studio, ma questa è una delle strane storie nate e poi successivamente alimentate all’interno della New Wave of Bristish Heavy Metal. Hurricane Town per la prima volta viene realizzato su dischetto ottico, grazie all’inglese Rock Candy, in una confezione impedibile per i nostalgici dell’epoca. Il package infatti comprende ben 16 pagine a colori con introduzione scritta dal leader degli Stampede Reuben Archer, un articolo fiume sulla storia della band da parte di Malcom Dome più una pagina per uno finale a firma di Dante Bonutto e Derek Oliver rispettivamente. Per quanto attiene invece la musica, ben quattro bonus track del periodo Lautrec fanno seguito alle 9 originali di Hurricane Town.

Gli Stampede non erano dei fenomeni nel 1983, figuratevi se lo possono diventare oggi, nel 2006. Mi fanno sorridere quelli che guardano agli anni ottanta sempre e comunque come una sorta di periodo aureo, dove tutto quello che usciva in ambito HM risultava essere un capolavoro – e questo, detto dal sottoscritto, potrebbe risultare una presa in giro, per certi versi… – . Lasciatevelo dire da uno che c’era, e li ha vissuti intensamente: negli eighties uscivano fior fior di ca..te, così come succede oggi. Certo, a livello di top album c’era da scegliere, ma, come scrivevo sopra, ellepi da utilizzare come base per le crostate di frutta alle feste alcoliche ne uscivano a go gò.  

Tornando ai Nostri, musicalmente scimmiottavano i Def Leppard di On Through the Night del 1980 e, in parte di High’n’Dry dell’anno dopo. Se vi interessa riscoprire questo tipo di sonorità, in Hurricane Town ne troverete a bizzeffe, highlight NON compresi…  

 

Stefano “Steven Rich” Ricetti

 

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