Recensione: Ibridoma

Di Lorenzo Bacega - 18 Giugno 2010 - 0:00
Ibridoma
Band: Ibridoma
Etichetta: SG Records
Genere: Heavy 
Anno: 2010
Nazione:
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63

Arrivano finalmente al tanto agognato full length di debutto gli italici Ibridoma, quintetto proveniente da Morrovalle (provincia di Macerata) formatosi nel corso del 2001 per volontà del batterista Alessandro Morroni e del cantante Christian Bertolacci. Una volta completate le fila della band con l’arrivo dei due chitarristi Simone Mogetta e Pietro Alessandrini, e del bassista Lorenzo Petrini, i cinque marchigiani iniziano a lavorare sui pezzi che vanno a comporre il primo demo completamente autoprodotto, intitolato Lady of Darkness e dato alle stampe nel 2005, seguito a ruota da un secondo ep (sempre autoprodotto) dal titolo Page 26, risalente al 2007. A distanza di tre anni da questa ultima uscita, vede ora la luce il primo (eponimo) disco ufficiale targato Ibridoma, pubblicato nel mese di gennaio del 2010 dall’etichetta italiana SG Records.

Composto da nove tracce (per un minutaggio complessivo che si aggira intorno ai cinquanta primi di durata), questo Ibridoma rimane profondamente legato a coordinate stilistiche a cavallo tra heavy metal classico e power metal di stampo prettamente americano, a cui vanno inoltre ad aggiungersi influenze dal sapore più marcatamente hard rock. Un lavoro che ha il proprio principale punto di forza in un’ottima prestazione da parte del cantante Christian Bertolacci (Scala Mercalli, Worst Evil), un frontman dotato di una voce piuttosto acuta e graffiante (oltre che abbastanza versatile e personale) che si destreggia nel migliore dei modi attraverso le trame melodiche intessute dalla coppia di chitarristi, formata dal veterano Simone Mogetta e da Marco Vitali (quest’ultimo giunto in seno alla band nel corso del 2007, in sostituzione di Pietro Alessandrini). A chiudere la line-up troviamo inoltre una sezione ritmica assolutamente valida, composta rispettivamente da Alessandro Morroni alla batteria e da Leonardo Ciccarelli al basso (arrivato nel 2008 al posto di Lorenzo Petrini), che si dimostra estremamente puntuale e precisa nel sorreggere le canzoni.

Un disco, questo Ibridoma, sicuramente ben suonato e nel complesso parzialmente godibile, ma che nonostante ciò presenta un songwriting assolutamente zoppicante e infarcito di imperfezioni più o meno evidenti: se da un lato i pezzi qui proposti risultano infatti discretamente riusciti per quello che riguarda l’aspetto puramente esecutivo, bisogna invece rimarcare come le composizioni risultino complessivamente un po’ troppo lineari, ampiamente derivative e davvero poco incisive. Un lavoro formato perlopiù da canzoni scontate e banali, destinate a finire nel dimenticatoio dopo davvero poco tempo, e penalizzate inoltre da una produzione decisamente non all’altezza, piuttosto spenta nel complesso e che tende a soffocare in maniera eccessiva i suoni degli strumenti rispetto alla linea vocale (in particolar modo delle due chitarre). Tra gli episodi meglio riusciti possiamo comunque citare l’opener Red, un brano abbastanza compatto e roccioso a metà strada tra Iron Maiden e Judas Priest, dalle melodie estremamente catchy e easy-listening. Più o meno sugli stessi binari rimane la seguente I’m Not Sorry, un mid-tempo caratterizzato da riff granitici e impreziosito da un’ottima interpretazione vocale da parte del cantante Christian Bertolacci, mentre invece Jenny è una ballad completamente acustica, dalle atmosfere intimistiche e malinconiche. Assolutamente da dimenticare invece la quasi title-track Ibrido, pezzo cantato interamente in italiano davvero poco incisivo nell’insieme. Da segnalare inoltre la presenza di una ghost track posta in conclusione dell’ultima traccia Lady of Darkness: trattasi di una versione alternativa della già citata Jenny, cantata in questo caso in italiano.

Insomma, che altro rimane da aggiungere? Questo Ibridoma è un disco nel complesso sufficiente, un lavoro a tratti abbastanza gradevole ma davvero troppo derivativo e che mette in evidenza un songwriting ancora piuttosto acerbo, banale e scontato. La speranza è che nel futuro, con un po’ più di esperienza accumulata, questi cinque marchigiani riescano a dare alle stampe un platter ben più profondo e godibile di questo. Staremo a vedere.

Lorenzo “Kaihansen85” Bacega

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Tracklist:
01. Red
02. I’m Not Sorry
03. Ibrido
04. Alone in the Wind
05. Jenny
06. Night Falling
07. Night of Crow
08. Page 26
09. Lady of Darkness

Line Up:
Christian Bertolacci – Vocals
Simone Mogetta – Guitars
Marco Vitali – Guitars
Leonardo Ciccarelli – Bass
Alessandro Morroni – Drums

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