Recensione: If Not For The Devil

Di Roberto Forghieri - 1 Dicembre 2013 - 15:00
If Not For The Devil
Band: Fate
Etichetta:
Genere: Hard Rock 
Anno: 2013
Nazione:
Scopri tutti i dettagli dell'album
80

Con “If Not For The Devil” i rockers danesi Fate si accingono a presentarci il loro ottavo album in studio (nove se contiamo il best del 2010). Otto fatiche discografiche disseminate in un periodo di carriera che si accinge a tagliare il traguardo dei 30 anni.

La storia discografica dei Fate ha preso il via nel 1984 inanellando almeno tre lavori di successo con i primi tre album tra i quali  “A Matter Of Attitude” è un vero e proprio classico dell’hard rock melodico.
Nel 1993 il gruppo sbanda e si prende la classica pausa di riflessione che dura ben undici anni (sedici se contiamo l’intervallo tra “Scratch’n Sniff” del 1990 e “V” del 2006). E’ però solo nel 2011 che la line up si stabilizza con il fondatore Peter Steinke al basso, Jens Berglid dietro le pelli, Mikkel Enderson alle tastiere, Torben Enevodlsen alla sei corde e, dulcis in fundo, Dagfinn Joensen, “the Voice”.
Con questa formazione viene dato alle stampe Il buon ”Ghosts from The Past” e, mutuando un adagio calcistico che dice “formazione vincente non si cambia”, eccoci finalmente a questo “If Not For The Devil”.

L’album si apre con “Reaping”, un up-tempo che accomuna i nostri cique ad un altro gruppo danese DOC , i Pretty Maids di Ronnie Atkins. Dopo questa cavalcata hard arriva la title track: “If Not For The Devil” è un tuffo nel passato dei Fate in pieni anni 80. Grande pezzo!
“Bridges Are Burning” prosegue il discorso con un hair metal di stampo americano (Danger Danger, Diving For Pearls, Icon dovrebbero rendere l’idea) dove la forza sta nel chorus che ti si stampa subito in testa.
L’attacco di “Feel Making Love” ricorda gli Helter Skelter, autori di un capolavoro a 33 giri nell’ormai lontano 1988, mente il ritornello è ancora incredibilmente catchy.
Ma l’assalto hard melodico dei Fate non si ferma e con “Gambler” mette a segno un altro brano da “Thumbs up”.
Sarà la voce di Joensen, saranno le comuni origini nordiche, ma i fantasmi degli Europe si manifestano nella ballatona “Hard To Say Goodbye” che il buon Enevoldsen guida in porto con un solo azzeccatissimo.
Imboccata la retta via del suono “adulto”, sempre però sostenuto da ritmiche hard, “Made Of Stone” continua mantenendo altissimo il livello delle songs e l’appena citato guitar hero dei Fate offre qui forse il meglio di se.
Cercando di non ripeterci, le successive “Man Against The Wall” e “My World” sono ancora miele che cola per le orecchie di chi ama il genere, in cui la premiata ditta Joensen-Enevoldsen mette a segno il classico uno-due da KO.
“Turn Back Time” adotta tutti gli stilemi del classico pezzo Hard melodico: intro di tastiere, ritmica distorta e voce cristallina, il corollario del brano in cui le tastiere sono più presenti e danno il “la” al solo del sempre ispirato Enevoldsen.
“Taught To Kill” è senza dubbio il pezzo più duro di tutto questo “If Not For The Devil”: la voce di Joensen si arrochisce e tornano gli spettri dei “cugini” Pretty Maids.

“Gimme All Your Love” conclude degnamente un piacevolissimo album dove si sente che nonostante gli anni passino, la classe e l’ispirazione non è venuta meno con lo scorrere del tempo.
I Fate hanno impressionato a metà degli anni 80 ed è veramente un piacere riscoprirli ancora in piena forma dopo tre decenni. Quando il vino è buono…

Discutine sul forum nella sezione Hard Rock / Aor / Stoner!

Ultimi album di Fate

Band: Fate
Genere:
Anno: 2007
82
V V
V
Band: Fate
Genere:
Anno: 2006
75
Band: Fate
Genere:
Anno: 2005
62
Band: Fate
Genere:
Anno: 2004
85