Recensione: III

Di Tiziano Marasco - 10 Agosto 2016 - 20:33
III
Etichetta:
Genere: Progressive 
Anno: 2016
Nazione:
Scopri tutti i dettagli dell'album
74

Sarò io, ma la sensazione è che ultimamente la fantasia coi titoli ultimamente sia in calo. Dopo Landskap e Periphery, dal sottoscritto recensiti lo scorso mese, eccoci davanti ad un nuovo album dal titolo “III”, stavolta ad opera dei September code. Ora, dopo aver effettivamente appurato che “III” è il terzo disco dei nostri (nel caso dei Periphery ad esempio così non è), ci troviamo davanti alle prime sorprese.

I September Code provengono infatti dalla Grecia, ma, contrariamente alla maggior parte dei loro metallosi conterranei, non seguono la via del black sulle tracce dei Rotting Christ, al contrario si dedicano ad un progressive piuttosto atipico.
 
Superato infatti una opener in cui la fanno da padrone flautini alla Jethro Tull, irrompe “You may leave now”, autentico singolone con killer-refrain e improvvisi cambi di ritmo, rapido e deciso, miscuglio di prog e rock alternativo, un po’ in odore di Foo Fighters, forse per l’affinità vocale tra il singer ellenico Koskinas e Dave Grohl.  
 
Le successive “Skeptic” e “Cause Key” mettono in luce invece il lato più introspettivo e atmosferico della band, rivelando musicisti piuttosto abili nel songwriting, siccome a livello tecnico. I due pezzi procedono su ritmiche lente e piuttosto sinistre, ma riescono a impressionare in positivo. Queste sono sostanzialmente le linee guide che accompagnano tutto questo “III” dei September Code, tra hard rock, progressive e rock alternativo. Un album in grado di impressionare anche quando le due anime della band vengono contrapposte nello stesso pezzo (“Action/reaction”, “The Mode”), sia dove l’album si fa più “katatonico” e progressive – in questo senso si segnala la floydità della strumentale “Pitch is Theme” e la rarefatta “Physital”.
 
Su queste premesse, bisogna dire che i greci hanno ancora qualcosa da migliorare ma, sebbene “III” non faccia gridare ancora al miracolo, si candida ad essere una delle principali sorprese del progressive di questa estate 2016 (assieme al ritorno dei Frost*), complice anche le recenti uscite sottotono ad opera della Inside Out. E anzi, la speranza è proprio quella di veder passare i September Code alla label tedesca (o magari alla Peaceville). Con mezzi di livello infatti gli ellenici potrebbero fare un ulteriore e significativo passo in avanti.

 

Ultimi album di September Code

III III
III
Genere: Progressive 
Anno: 2016
74