Recensione: In Crescendo

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Kingcrow è l’ormai celebrato combo romano dedito al progressive metal che ha all’attivo già un pugno di full-length molto ben accolti dalla critica internazionale, ed il cui credito a livello mondiale è certificato anche dal tour in corso in questi tempi negli States insieme ai Pain Of Salvation.
Dopo Something Unknown (2001), Insider (2003), Timetropia (2006) e Phlegethon (2010), i Kingcrow definiscono ulteriormente e portano a definitiva maturazione il proprio percorso artistico, che li ha portati dai territori hard’n’heavy dei primi demo-tape ai suoni progressivi attuali, con il nuovissimo album "In Crescendo", in uscita in questi giorni.
La band, formata da Diego Cafolla e Ivan Nastasi alle asce, Diego Marchesi dietro al microfono, Thundra Cafolla a percuotere le pelli, Francesco D’Errico al basso e Cristian Della Polla alle tastiere, prospetta agli ascoltatori nel nuovo CD otto tracce che rappresentano una sorta di unico ed omogeneo viaggio attraverso atmosfere prevalentemente cupe, intense ed affascinanti, alternando però sprazzi trasognati ed evocativi a turbinose, impetuose ed intricate corse sonore, nelle quali gli strumenti e la voce si amalgamano e si intrecciano intessendo una trama sonora appassionante ed artisticamente matura.
Ancora una volta i sei musicisti italiani attestano qui la propria posizione,in posizione di primo piano, in un’area espressiva nella quale Porcupine Tree, Riverside, Opeth, Dream Theater, Fates Warning e Queensryche la fanno, di solito, da padroni.

In Crescendo si apre, dunque, con Right Before, nella quale un’intro brevissima ed elettronica apre le danze ad una poi vigorosa, tumultuosa ed inquietante cavalcata prog metal non priva di suggestioni teatrali, caratterizzata, tra l’altro, dal roccioso riffing chitarristico.  This Ain’t Another Love Song, poi, dopo un’ apertura sognante e parzialmente acustica si evolve verso tempi più veloci, disegnando paesaggi sonori di raro fascino. Le atmosfere tendono a toccare spesso corde evocative ed ammalianti, e così avviene pure nella successiva The Hatch. Anche qui, infatti, il sipario si apre su atmosfere sospese e profonde, ben delineate soprattutto dalla chitarra acustica e  latineggiante, la quale disegna arabeschi su un tappeto di tastiere che a loro volta richiamano anche atmosfere care ai Pink Floyd.  In seguito l’ascoltatore viene però travolto da vorticosi intrecci prog metal, nei quali è la sei-corde elettrica a collocarsi sugli scudi, mentre echi di Opeth e Dream Theater deliziano i padiglioni auricolari, il cuore e l’anima dell’ascoltatore.
Morning Rain è, in fase iniziale, ancora una volta sospesa ed acustica, ma è successivamente intarsiata da una chitarra elettrica sempre incantata, la quale impreziosisce una traccia attraversata da sprazzi grandiosi di epicità. Una soluzione di continuità nell’umore oscuro prevalente si registra grazie a The Drowning Line, brano incalzante dalle ampie aperture melodiche. The Glass Fortress, subito dopo, ci cala nuovamente in atmosfere misteriose e streganti, collocate in un ambiente sonoro ora delicato ora martellante. Summer ’97, richiama atmosfere a tratti pinkfloydiane, attraversate da bagliori di prog settantiano, ma non rinuncia al metal più buio ed incalzante di certi Fates Warning.
La suite In Crescendo, col suo prog metal tenebroso e pressante, percorso da guizzi di chitarre taglienti e pericolose come staffilate e da illuminazioni acustiche affidate anche al delicato apporto del pianoforte, chiude l’omonimo album, il quale, grazie alle atmosfere streganti percorse dai lampi di robuste e  risolute cavalcate sonore, all'eccellente ed equilibrata esecuzione, alla personalità della proposta artistica, si dimostra opera di altissima scuola, collocando i Kingcrow tra le realtà internazionali più rilevanti in ambito progressive.

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Tracklist:

01. Right Before
02. This Ain’t Another Love Song
03. The Hatch
04. Morning Rain
05. The Drowning Line
06. The Glass Fortress
07. Summer ‘97
08. In Crescendo

Line Up:

Diego Cafolla - chitarre
Ivan Nastasi - chitarre
Diego Marchesi - voce
Thundra Cafolla - batteria
Francesco D’Errico - basso
Cristian Della Polla - tastiere


 

 
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