Recensione: In Limbo

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La Svezia sembra essere baciata dal Dio della musica: non si contano più le valide uscite contemporanee provenienti dallo Stato della penisola scandinava. Con un filo conduttore costituito dal forte impatto emozionale, questa serie di buoni, quando non ottimi, dischi tocca molti generi; tra questi non fa assolutamente eccezione il progressive (che sia rock o metal poco cambia).
In questo filone prog si inseriscono, pur con molti distinguo, i Lava Engine, quartetto di Jönköping già fattosi conoscere nel 2008 per l'omonimo EP. Dopo appena un paio d'anni rieccoli con un altro extended play (autoprodotto) dall'evocativo titolo di In Limbo. Il disco consta di cinque brani per una durata che, complessivamente, supera di poco la mezzora, tempo comunque più che sufficiente per apprezzare quanto di buono i Lava Engine sono in grado di proporre.

Le danze si aprono con Drain Your Soul, pezzo dalle tinte oscure che mette immediatamente in evidenza la voce espressiva di Magnus Florin e, più in generale, la mescolanza di generi che compone la musica degli svedesi; combinazione che va dal prog al gothic senza tralasciare l'alternative e che, soprattutto, ricorda spesso lo stile particolare di Nicolas Chapel e dei suoi Demians. Basterà ascoltare la bellissima In Limbo per rendersi conto di come tra il musicista francese ed i Lava Engine i punti di contatto non manchino; ne è un valido esempio il ritornello, con la sua linea vocale molto melodica e permeata di malinconia. L'approccio è decisamente più emozionale che tecnico, sul solco tracciato da band quali Porcupine Tree, Pain Of Salvation e Riverside, con atmosfere spesso grevi come nei lavori di molte gothic band.
Non ci sono grandi appunti da muovere ai quattro svedesi. Anzi, le cose funzionano bene da tutti i punti di vista: le melodie sono coinvolgenti e mai banali o scontate, così come le ritmiche si fanno sovente ripetitive, mentre su tutto aleggia uno spirito piuttosto dark. Neanche il contrasto tra i riff di Ronnie Jaldemark (orientati al rock pesante), incisivi quanto basta, e l'aria malinconica (tipicamente nordica) che permea i brani, guidata da un cantato spesso suadente ed emozionalmente molto intenso, stride come sarebbe lecito aspettarsi. Ne sono degli esempi esplicativi brani quali Common Ground, unica traccia di In Limbo a mantenersi sotto i cinque minuti, ed ancora di più la successiva Ctrl Z, nella quale questo dualismo è messo ancora più in evidenza. L'ampia sezione stumentale centrale fa risaltare ancor di più il climax costituito dal finale, carico di pathos e che non può passare inosservato.
La conclusiva Windows Closed accentua ancor di più, se possibile, il connubio tra chitarre rock, anima metal e spirito alternative dei Lava Engine, il cui risultato non fa gridare al miracolo, certo, ma risulta ad ogni modo caldo, coinvolgente e, perchè no, molto piacevole.

Continuano le uscite degne di nota provenienti dalle lande scandinave, terre divenute ormai le vere coordinate di riferimento per tutto il rock/metal di nuovo corso. Tra queste non fa eccezione la seconda prova sulla breve distanza per il combo svedese; ancora una volta il sound, forgiato sulla composizione di vari generi e stili, riesce a colpire per sicurezza e personalità. Non resta che aspettare i Lava Engine alla prova del nove rappresentata dal full length, con aspettative sicuramente crescenti dopo questo In Limbo. Attendiamo fiduciosi.

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Tracklist:
01. Drain Your Soul 6:23
02. In Limbo 6:06
03. Common Ground 4:55
04. Ctrl Z 6:35
05. Windows Closed 6:18

Line-up:
Magnus Florin: vocals, guitars
Ronnie Jaldemark: guitars, keyboards, vocals
Simon Dahström: bass
Mick Nordström: drums, vocals

 
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