Recensione: Infecting The Graves Vol. 1

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“Infecting The Graves Vol. 1” si prospetta come un’uscita davvero interessante per gli amanti delle sonorità a cavallo tra thrash e death. Il passato riporta alla luce questa band che senza dubbio rappresenta un tassello per nulla trascurabile nel panorama estremo italiano.

Si tratta di una compilation divisa in due parti (Vol. 1 e 2, la seconda uscirà prossimamente) contenente tutti i brani della band. Il progetto Excidium è stato attivo dal 1986 al 1993 in Molise, con alcuni membri che successivamente si sono dedicati ad altri progetti sempre in ambito metal.
 
Il materiale qui compreso proviene dai primi due demo (“Symphonies Of Death”, 1987; “Virus Tenebrarum”, 1988) e dall’EP del 1992 (“Infecting The Graves”), che segna una svolta nel percorso musicale della band. La maggior parte dei brani, dobbiamo essere sinceri, è molto più vicina al thrash che al death, con l’influenza incombente degli Slayer ma anche dei Possessed. Ciò non intacca però la qualità dei pezzi, che si mantengono su buoni standard con dei piccoli gioiellini qua e là come “The Prophecy”, giusto per citarne uno proveniente dai primi due demo.

A inizio anni ’90, però, la band cerca di sviluppare il proprio discorso compositivo, sonoro e vocale. Il tutto è testimoniato dagli ottimi due brani che chiudono l’album, “Infecting The Graves” e “Defunto”. L’atmosfera si fa più tetra, il suono opprimente e la voce convincente come non mai; in generale aumenta anche la durata dei brani. La sensazione di una certa cesura di sicuro assale l’ascoltatore, ma dobbiamo ricordare anche il formato compilation scelto dall’etichetta, che da una parte merita per la totalità dei brani offerta ma dall’altra scricchiola un po’ per l’ovvia disomogeneità tra le varie fasi della formazione.
 
Un lavoro ben pensato e ben realizzato dalla label che, oltre a riproporre il completo repertorio dei Nostri, propone un nuovo artwork per l’occasione, ripresentando in una veste un po’ diversa la copertina del primo demo del 1987 “Symphonies Of Death”.
 
L’acquisto/ascolto è consigliato sicuramente agli amanti delle vecchie sonorità death e thrash, ma non ho dubbi che un nuovo/vecchio tuffo nel passato faccia piacere a chiunque, in particolare quando siamo di fronte ad una band che ha contribuito insieme a tante altre a portare la nostra scena a un livello degno di questo nome.

Leonardo Storai


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Tracce:
1. Cadaverous 6:17
2. Demonical Visions 3:53
3. Nuclear Death 4:00
4. White Chapel 1888 4:47
5. Apocalypse Corpse 3:22
6. The Prophecy 4:57
7. Symphonies Of Death 3:05
8. Vowed To Death 4:31
9. The Exterminator 3:56
10. F.O.T.F. 0:34
11. Virus Tenebrarum 6:23
12. Burial 1:59
13. Infecting The Graves 5:51
14. Defunto 5:31

Durata 59 min.

Formazione:
Daniele Di Rocco – Voce
Donato Cinicolo – Chitarra
Max Cocco – Chitarra
Gianni Caralla – Basso
Ascanio Costantino – Batteria
 

 
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