Recensione: Inferno Museum

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I milanesi Allhelluja (notare il sottile gioco di parole inserito nel monicker) sbucano praticamente dal nulla con questo disco di debutto, Inferno Museum, ma sembrano voler già puntare molto in alto: un concept decisamente interessante alla base, giocato su un autore di culto del filone Noir (Derek Raymond: lettura di "Il museo dell'Inferno" consigliata per chi cercasse un punto di vista decisamente originale nel genere, quello del criminale), ed una miscela musicale situata tra gli ultimi Entombed e certo stoner, anch'essa molto accattivante.

Presentati furbamente da un artwork che, sono sicuro, sarà responsabile di metà delle visite e dei commenti sotto a questa recensione, gli Allhelluja si avvalgono della prestazione vocale di Jacob Bredahl, cantante di Hatesphere e Barcode, qui in un'inedita veste "rockeggiante": vocals sì aspre, ma comunque relativamente melodiche, non tirate come nel suo progetto principale. Lo screaming viene però rispolverato nei momenti di climax della violenza sonora, dando giustamente rilievo a quelli che sono gli apici della tensione in un disco che in alcuni tratti diverte, in altri impatta semplicemente sull'ascoltatore con ferocia. Risultano ottimi episodi come Who's gonna kill my lady, molto bluesy nella struttura, e Nervous titter: brani che mostrano come una certa maturità sia già ben presente nel quartetto italo-danese. E' da riguardare invece la parte legata alla produzione, che a volte fa suonare un po' "vuoto" il disco, specie a livello ritmico; ma niente che pregiudichi il risultato finale.

Un album piacevole quindi, una prima pietra estremamente promettente, che aspetta ora di vedere consolidate su di sé le fondamenta della band: gruppo in cui si percepisce divertimento e feeling tipicamente rock'n'roll, e che consiglio a chi appunto si è appassionato alle più recenti produzioni del combo di Lars Goran Petrov, così come anche a certe uscite di Kyuss, Spiritual Beggars e compagnia "stoned". Non ancora al 100% delle sue potenzialità, forse, ma già perfettamente in grado di mostrare i denti al non piccolo mercato metal europeo.

Alberto 'Hellbound' Fittarelli


Tracklist:

1. A perfect man
2. Your savior is here
3. Ego te absolvo
4. Miss m
5. Inferno museum
6. Who's gonna kill my lady
7. God is loughing
8. Nervous titter
9. Gettin' closer
10. Devil´s kiss

 
75