Recensione: Inside Cold Patterns

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Inside Cold Patterns è il secondo demo dei liguri Winterpath, formazione nata nel 2003 che evidentemente non ama stare con le mani in mano, visto che nell'arco di tre anni ha dato alla luce ben due demo e un full-length (del 2005), intitolato The Blackhearted.

Cinque tracce, fra cui la classica coppia intro/outro, in cui la band nostrana dimostra di aver assimilato (anche troppo) la lezione che gli Opeth di Orchid e Morningrise hanno impartito ormai dieci anni fa e che ha tanto influenzato centinaia di giovani gruppi con risultati più o meno soddisfacenti. Diciamo subito che i nostri, nonostante i richiami a volte fin troppo evidenti con Akerfeldt e compagni, danno vita ad un dischetto che si lascia ascoltare piacevolmente, presentando tre brani carichi di melodie folkeggianti, sufficientemente strutturati, con una buona alternanza fra i momenti più sostenuti a frangenti atmosferici tipici dei due dischi sopraccitati. Venature black e thrash, oltre al "classico" death melodico, impreziosiscono le tracce, dove la parte del leone viene attribuita agli arpeggi di chitarra acustica, in cui danno una buona prova tutti i componenti della band, in particolar modo il bassista Andrea Botto, dal tocco delicato in pieno stile Johan DeFarfalla.

Un disco che cresce qualitativamente traccia dopo traccia, dall'iniziale Images Of Snow fino a The Nature Perfection (a mio avviso la migliore del lotto). Certamente i nostri hanno ancora qualcosa da perfezionare, come le clean vocals di Lorenzo Sassi, che non sempre mi sono sembrate in linea con le melodie profuse, con una timbrica a volte ancora rivedibile (in questo senso Images Of Snow viene rovinata non poco), e la necessità di districarsi meglio nella difficile scelta di comporre tracce mediamente lunghe e complesse. Un futuro tutto sommato roseo, dal momento che i Winterpath riescono comunque nell'intento di rapire l'attenzione di chi li ascolta, specialmente durante le belle parti atmosferiche, e a far trasparire ugualmente le buone potenzialità del gruppo (efficace in questo senso l'assolo pinkfloydiano sul finale di The Nature Perfection). Confortante anche quello che si può ascoltare sul sito ufficiale della band del nuovo album The Blackhearted, a dimostrazione di un costante miglioramento.

Un buon lavoro quindi, soddisfacente anche sotto il profilo grafico (il che non guasta mai) che vede premiati gli sforzi di questi ragazzi. Buona fortuna.

Stefano Risso

Tracklist:

  1. Upon Your Mantle
  2. Images Of Snow
  3. Lunetian (The Well Of Knowledge)
  4. The Nature Perfection
  5. A Sunset Lullaby
 
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