Recensione: It's a Jungle Out There [Reissue]

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Da sempre considero i Mastedon come la miglior band di rock melodico degli anni '80, e la notizia della rimasterizzazione di questo masterpiece è stata provvidenziale per me, una delle più gradevoli del 2009. La ristampa è la prima su cd per questo album, e contiene tre bonus tracks.
I Mastedon sono sostanzialmente un progetto che vede come membri solo i fratelli John e Dino Elefante, assistiti però, da una lunga serie di ospiti.

Appena inserito il cd nel lettore, veniamo travolti dalla potenza eccezionale dell'opener, "Love Inhalation". In questa traccia canta Perry Lee, che ci regala una grandissima prova (anche se un paio di acuti si potevano evitare tranquillamente), contornata da una serie di ottimi mini-guitar solo via via sempre più virtuosistici.
Nonostante ciò si rivelerà ancora superiore la successiva "Glory Bound", più "stradaiola", se vogliamo, e decisamente più bluesy-oriented. Sono rimasto molto stupito dal fatto che un gruppo che solitamente affronta temi cristiani sia stato influenzato in questa canzone da band come Twisted Sister o Ratt, che avevano come centro delle loro tematiche la trasgressione. Ad ogni modo, un gran bel brano. Un altro episodio ben riuscito è "This Is The Day", caratterizzata da un ritmo davvero vario. La canzone, infatti, inizia quasi come una ballad ma si sviluppa come una vera e propria Hard Rock song.
Segue la title track, che sprigiona dalle casse dello stereo una potenza inaudita senza cali di tensione, e capace di stupire per l'altezza delle note reggiunte dal cantante Dave Robbins.
Molto incisivo il testo, che, con un linguaggio “d'impatto”, ci dà una visione pessimistica del mondo moderno, almeno secondo una mia personale interpretazione.
Alla grinta di "It's A Jungle Out There" si contrappone la calma della ballad "Islands In The Sky", significativa per l’ottimo l'uso del pianoforte.
Eccellente poi la coppia micidiale, formata da "Innocent Girl" e "Get Up". La prima, offre un fantastico AOR caratterizzato da un leggero velo di malinconia: solo questa canzone basterebbe a far sbiancare alcuni dei migliori interpreti del genere di quel periodo. "Get Up" è invece una delle migliori canzoni dell'album: un ottimo rock melodico come nella song precedente, ma impreziosito da un solo di chitarra straordinario per tecnica ed emozioni trasmesse.

Ottima anche il seguente slow "Love That Will Survive", più cadenzato rispetto agli altri e cantato da Dave Amato (ex-Ted Nugent Band), protagonista di una prova fantastica. Presente come al solito un grandissimo guitar solo, tra i più belli che abbia mai avuto il piacere di ascoltare.
Segue un altro lento, "Shine On", pezzo incredibile, tra i più significativi a livello di lyrics. Pochi altri episodi nella storia del rock (e non solo) trasmettono tanta emozione, offrendo la percezione di un brano scritto davvero con il “cuore”. Alla voce c'è David Pack degli Ambrosia, altra band talentuosissima ma sconosciuta ai più. Evidente l'influenza dei Queen del primo periodo.

La chiusura è affidata al momento migliore del disco, "Right Hand". Stupefacenti i cambi di tempo e di registro: si passa da parti molto calme ad altre che spaventano per la potenza mostrata, specialmente nel cantato.
La summa della carriera dei Mastedon è raggiunta nell'intermezzo strumentale, e, più nello specifico, nel solo di chitarra che conclude la canzone, suonato con una passione ardente, e che, anche se non molto virtuosistico, non ha nulla da invidiare ai solo dei vari Brian May o Ritchie Blackmore.

Così si conclude l'album nella sua versione originale. Ma come già detto nell'introduzione ci sono tre bonus track in questa reissue curata da Frontiers Records.
La prima di esse è "Wasn't It Love", primo brano mai registrato dai Mastedon. Il pezzo in questione non era mai stato inserito in un album della band, ma era presente sulla compilation (ormai leggendaria, oserei dire) California Metal uscita nel 1987, raccolta che conteneva tracce delle più promettenti metal band di matrice cristiana californiane del periodo.
La canzone non risulta essere inferiore alle altre dell'album: lecito domandarsi il motivo della sua esclusione dalla tracklist originaria dell'album. Caratterizzata da un hard rock dal ritmo sostenuto e infarcito di accompagnamenti tastieristici, risulta essere una delle migliori prove di John Elefante.
Le altre due bonus erano già abbastanza note ai fan del gruppo, essendo incluse in una videocassetta degli anni '90 in cui la Pakaderm Records, prima label del gruppo, presentava i suoi artisti e da molto tempo già disponibili sul web.
Si tratta di due versioni live magistrali di "Islands In The Sky" e "Right Hand" al Cornerstone Festival del 1991.

Ci troviamo insomma, di fronte a uno dei dischi più rappresentativi dell'intero panorama AOR. La tecnica dimostrata in questo debutto è già a dir poco strabiliante, e verrà ulteriormente migliorata nel successivo "Lofcaudio", forse l'apice dell'AOR.
Purtroppo stiamo parlando di dischi assolutamente sconosciuti al grande pubblico, ed è un vero peccato: i Mastedon, pur avendo sfornato tre soli album, aggiungendo ai due capitoli degli eighties, il recente “III” edito poche settimane fa, sono e rimangono tra i migliori interpreti del panorama Hard Rock – AOR di tutti i tempi.

Adesso attendiamo la ristampa di "Lofcaudio".


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Tracklist:

01. It's A Jungle Out There
02. Glory Bound
03. This Is The Day
04. Love Inhalation
05. Islands In The Sky
06. Get Up
07. Love That Will Survive
08. Innocent Girl
09. Shine On
10. Right Hand

Line-up:

John Elefante - Lead Vocals, Background Vocals, Keyboards, Drums
Dino Elefante - Bass, Rhythm Guitars, Background Vocals
Dave Amato - Lead Vocals, Background Vocals, Lead Guitars
John Pierce - Bass
Jimmy Johnson - Bass
John Patitucci - Bass
Stef Burns - Lead Guitars
Perry Lee - Lead Vocals
David Pack - Lead Vocals
Dave Robbins - Lead Vocals
 

 
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