Recensione: Killer

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Un insolito silenzio era calato nel 2008 - subito dopo la pubblicazione dell’ottimo “Chained” - sul nome dei Power Metallers Crystal Eyes, scomparsi dalle scene musicali dopo quel sesto album in studio, tanto da porre un serio punto interrogativo sul futuro della band.
Oggi, dopo ben sei anni di pausa, il combo svedese (stilisticamente teutonico d'adozione) torna a far parlare di sé, pubblicando per la prolifica Massacre Records, questo nuovissimo “Killer”, settimo tassello di una discografia iniziata nell’ormai lontano 1999.

Un eloquente artwork ben realizzato e dal violento impatto visivo, anticipa le note dell’altrettanto furiosa title track, la quale dimostra fin dai primi istanti come la vena compositiva della band non si sia offuscata nonostante il lungo periodo di inattività trascorso. Il brano infatti risulta ottimamente strutturato, solidamente costruito sui massicci riff curati dalle due chitarre, sui quali si adagiano una precisa sezione ritmica e soprattutto le buone melodie interpretate dal vocalist (nonché chitarrista e tastierista del gruppo) Mikael Dahl, il quale è, tuttavia, protagonista di un refrain alquanto opaco e poco convincente. Un particolare che proprio non riesce nel compito di far decollare del tutto il brano in questione, per una partenza dunque solo parzialmente riuscita.

La successiva “Warrior” resta saldamente legata a sonorità che inevitabilmente rimandano all’Heavy classico tipico degli Iron Maiden degli anni ’80. In questo caso comunque, i nostri paiono aver ritrovato la giusta ispirazione, riuscendo così a confezionare un brano del tutto persuasivo che trova nelle ottime melodie chitarristiche la propria carta vincente.
“Hail The Fallen”, mantiene il disco su tonalità epiche, grazie soprattutto al consueto ottimo lavoro svolto dal bravissimo singer, questa volta protagonista prima di un coro adrenalinico e guerresco e subito dopo di un break arpeggiato e carico di pathos, per un episodio di graffiante Power Metal tipicamente teutonico.

Il gruppo continua a macinare con la melodica e spietata “Solar Mariner”, brano dalla struttura semplice e dinamica, incentrata prevalentemente su velocità serrate, su cui si staglia un ritornello orecchiabile e dinamico, riecheggiante le classiche melodie dei Gamma Ray.
Un ispirato e commovente arpeggio chitarristico giunge a presentare la cadenzata e regale “Forgotten Realms” che, seguendo gli insegnamenti impartiti in oltre vent’anni di onorata carriera dai Blind Guardian, alterna con sapienza momenti mistici e cullanti a sfuriate di puro Heavy Power Metal.
Il percorso continua con la piacevole “Spotlight Rebel” che fa il paio con la veloce “The Lord Of Chaos”, con la quale i nostri tornano con successo a soffermarsi su lande propriamente Speed, mantenendo comunque inalterata la componente melodica tipica del proprio sound.

Leggeri echi maideniani caratterizzano “Dreamers On Trial”, contraddistinta da un ritornello malinconico e solenne.
Gli ultimi istanti del platter vedono un ritorno del combo germanico a sonorità maggiormente aggressive che si palesano nelle note della conclusiva “Dogs On Holy Ground”, buona conclusione di un album non innovativo ma sicuramente di pregevole fattura, come del resto vuole la classica tradizione dei Crystal Eyes

Bentornati!

 
78