Recensione: Legend Of The Shadowking

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Legend Of The Shadowking, sesto lavoro in studio dei tedeschi Freedom Call, arriva sugli scaffali dei negozi a distanza di tre anni dal precedente Dimensions. La band capitanata da Chris Bay e Daniel Zimmermann propone un nuovo concept album ambientato alla corte di re Ludovico II di Bavaria: la storia narra le vicende travagliate e sopra le righe del reggente bavarese e della sua amicizia con il compositore classico Richard Wagner.
Inutile dire che lo stile musicale del gruppo rimane sempre lo stesso: composizioni spensierate, veloci e melodiche come ormai dagli esordi ci hanno abituati a sentire. E qui si deve aprire una piccola parentesi: è dall'inizio carriera appunto che il sound è pressoché invariato e dopo molti ascolti dell'intera discografia, l'impressione è quella di essere di fronte ad un unico lungo disco diviso in capitoli pubblicati a distanza di anni uno dall'altro.
A differenza di Dimensions, con il quale i Freedom Call erano riusciti a discostarsi leggermente dai soliti cliché della loro produzione, con Legend Of The Shadowking, l'idea è che si sia fatto un passo indietro e l'ispirazione sia venuta meno. Con ciò non si intende che sia stato fatto un cattivo lavoro, anzi, la produzione è ottima e il sound potente e pomposo, ma la fantasia è decisamente scarsa.
Oltre ai contenuti musicali di cui parleremo tra poche righe, è da sottolineare come l'ottimo artwork evochi molto bene l'argomento del concept, colori freddi e gelidi per il racconto di un personaggio storico ed epico dalla vita votata all'eccesso.

L'album si apre con Out Of The Ruins, traccia veloce e ritmata dai cori pomposi e dal ritornello allegro e orecchiabile come la successiva Thunder God che a tratti rievoca molto da vicino il sound dei vicini di casa Gamma Ray. Una nota di merito va a Merlin – Legend Of The Past, brano al di fuori del concept, che riesce a essere particolarmente piacevole da ascoltare, con i suoi cori pomposi, di cui i Freedom Call sono ormai da anni maestri, e una melodia decisamente orecchiabile che entra subito nella testa dell'ascoltatore. Resurrection Day è l'unione della velocità e delle energie positive, che fanno del brano uno dei tipici prodotti della band bavarese, mentre Under The Spell Of The Moon assume tonalità più cupe e malinconiche ma dal groove decisamente trascinante. Altra canzone dai toni oscuri e drammatici è Dark Obsession: sembra che in queste tracce un po' fuori dai tipici canoni della produzione del gruppo, l'ispirazione sia stata maggiore e non ci sia la solita banalità che ultimamente satura i lavori del combo tedesco. Ben in evidenza torna il marchio di fabbrica Freedom Call con Remember!: ritmi forsennati, ritornello allegro e la solita sensazione di già sentito torna a far capolino tra una nota e l'altra.
Ludwig II – Prologue è una sorta di introduzione recitata in lingua tedesca che apre la strada a The Shadowking canzone evocativa che continua sulla falsa riga dei pezzi precedenti.

Una particolarità che salta sempre all'orecchio ascoltando un lavoro dei Freedom Call è la scarsa fantasia con cui vengono composte le linee vocali dei singoli brani: ogni nuova strofa o ritornello o coro, ricorda sempre in qualche modo uno già scritto in passato e immancabilmente fa salire in fretta la noia. La produzione di Legend Of The Shadowking si attesta sicuramente ad ottimi livelli così come la tecnica dei singoli musicisti nell'esecuzione dei brani, ma tutto ciò non basta per far tornare la voglia di riascoltare più volte questo album. Peccato davvero, perché le potenzialità ci sono ma non vengono sfruttate a dovere.

Stefano “Elrond” Vianello

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Tracklist:
1. Out Of The Ruins
2. Thunder God
3. Tears Of Babylon
4. Merlin - Legend Of The Past
5. Resurrection Day
6. Under The Spell Of The Moon
7. Dark Obsessions
8. The Darkness
9. Remember
10. Ludwig II. - Prologue
11. The Shadowking
12. Merlin - Requiem
13. Kingdom Of Madness
14. A Perfect Day

Lineup:
Chris Bay – Vocals, Guitar and Piano
Daniel Zimmermann – Drums
Samy Saemann – Bass
Lars Rettkowitz – Guitar

 
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