Recensione: Life Illusion

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Potenti, oscuri, intensi, epici…in una sola definizione Heavy Metal.

Un inatteso ritorno dalle nebbie tenebrose del passato quello dei liguri Crazy Rain, band originata nell’ormai remotissimo 1988 ed autrice di una coppia di album in vinile, in un’epoca di assoluta sfortuna e scarsi riscontri per il genere – purtroppo per loro – come quella a cavallo tra anni ottanta e novanta, quando camicioni quadrettati di flanella, chitarre glabre e minimalismo assoluto si erano ormai allargati a macchia d’olio, annegando ogni altra forma di musica nell’avvento dell’era grunge.

I coraggiosi “Breeze Of The Wind” (EP) e “Scream And Shout”, editi rispettivamente nel 1990 e nel 1994 contenevano tuttavia germogli di classe imbevuta d’una tradizione heavy dal taglio drammatico ed austero che meritavano di non andare smarriti, compendio di tante influenze che avevano imperversato in terre anglosassoni nel decennio precedente. Una terra, quella britannica, fucina inesauribile di idee per una band innamorata di purissimo “metal”, ispirata dalle scintille prodotte da una scena che pure aveva visto per qualche tempo protagonista la stessa creatura del singer James Rain (Giacomo Gianfranchi) e dal chitarrista Hell View (Elvio Pisani).

Un lunghissimo periodo d’assenza che non ha quasi mai lasciato presagire possibilità di rientro quello dei Crazy Rain, per gli appassionati, uno dei numerosi nomi prodotti dal sottobosco tricolore, attivissimo e ben fornito anche in momenti meno prolifici dell’attuale.
Il nuovo “Life Illusion” mostra invece quanto potenziale sia ancora nelle mani di Gianfranchi e Pisani, artefici di una reunion che attecchisce in un rinnovato momento d’interesse, per presentarsi nella forma di un come back dai contorni, spesso, di primissimo livello.
Plauso massimo per la sempre più convincente Red Cat Records, label capace di scovare un’opera di grande spessore che non gioca affatto sull’effetto nostalgia, ma al contrario attualizza in modo brillante, pieno ed efficace, i dettami codificati e scolpiti da Iron Maiden, Samson, Diamond Head e – per il versante US - primi Queensryche e Metal Church, racchiudendo in un nuovo album di undici tracce un sunto esaustivo e fascinoso di purissimo Heavy, cupo, tagliente, malinconico, denso e suonato “maledettamente” bene.
Un prodotto confezionato con la cura degna di una grande major o di qualche grossa label specializzata nel settore, inattaccabile sotto ogni punto di vista, produzione inclusa. Aspetto quest’ultimo, che molto spesso in release di stampo prettamente “indie” è destinato a fallire miseramente.

L’asse portante delle nuove composizioni è, come da canovaccio consolidato, il dualismo tra i fraseggi chitarristici del binomio Galli/Pisani, coppia d’asce di valore assoluto che, insieme all’eccellenza straordinaria delle linee vocali di Gianfranchi - un singer di classe cristallina, perfetto per il genere e dotato di un’espressività paragonabile, senza alcun timore, al miglior Geoff Tate – lancia in orbita il cd.
Gli esiti sono racchiusi in una serie di tracce che non hanno alcunché di banale pur se inserite in contesti ben definiti, ghiotto menù per tutti gli amanti di sonorità decisamente classiche. Tra i vertici di maggior effetto vanno indubbiamente annoverate la title track “Life Illusion” e le successive “Nobody Lies” e “Front The Door” (ascoltare Gianfranchi ed immaginare Geoff Tate…), brani che insieme all'epica conclusione di “Time Of Faith” completano una quaterna in cui riconoscere i caratteri di un grande gruppo, in grado di mostrarsi competitivo praticamente sotto ogni punto di vista.
Potenza, abilità di songwriting, padronanza delle linee melodiche, buon gusto, attitudine e massima competenza strumentale.

Evitiamo di menarla troppo in lungo con sbrodolamenti eccessivi.
“Life Illusion” dei Crazy Rain è, a giudizio di chi si firma, una delle migliori release di heavy puro e classico passate nello stereo da un po’ di tempo a questa parte.

Può valere almeno un ascolto?

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