Recensione: Live

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Black Widow - Live
Demons of the Night Gather to See
Dvd & Cd package


I Black Widow sono una delle pochissime band in ambito hard'n'heavy'n'prog che si può definire LEGGENDARIA, senza che nessuno gridi al sacrilegio all'interno della variegata fauna degli amanti del metallo. Questo tipo di dichiarazione vale per coloro che in nome dell'arte riescono a oltrepassare gli ottusi steccati definiti dai vari generi e sottogeneri. Negli anni Settanta la musica era per lo più trasversale: c'era soltanto quella buona(tanta) e quella cattiva(poca). Le suddivisioni da magazine(prima) e da mailorder(poi) costituivano delle invenzioni da parte delle case discografiche  per indirizzare il mercato a colpi di business.

Della Vedova Nera inglese, su TrueMetal, esistono da tempo la recensione del loro capolavoro Sacrifice - ed è proprio per questo che volutamente, in quanto scritto dopo, non mi sono addentrato in un'analisi approfondita dei singoli brani ma ho cercato di dare una panoramica dell'opera - e un'intervista al cantante Kip Trevor risalente al 1985.

I Nostri nascono dalle ceneri della blues band Pesky Gee!, autrice nel 1969 di un disco, Exclamation Mark!, che, nonostante le buone recensioni, rimase pressoché a far spessore negli scaffali dei negozi di dischi. Per smuovere le acque, sempre in quell'anno, il batterista Clive Box propose al gruppo di scrivere finalmente un album che puzzasse di Magia Nera e Stregoneria, una “voglia” latente che da sempre covava sotto le ceneri dell'ensemble di Leicester. I Nostri cambiarono il monicker e si diedero fin da subito da fare cosicché dopo sei mesi di prove ed elucubrazioni venne alla luce “Sacrifice”, uno dei dischi più sinistri e importanti del firmamento Rock della storia.

Oltre alla musica il combo di Kip Trevor sviluppò per primo anche l'aspetto scenico della stessa appoggiandosi a vari personaggi “illuminati” provenienti dall'ambiente teatrale e non. Negli show dei Black Widow iniziò ad apparire anche Astaroth, una ragazza ignuda che fungeva da vittima sacrificale all'interno delle performance dell'epoca. Come da copione in situazioni analoghe la stampa perbenista inglese esortò i giovani virgulti d'Albione a disertare siffatti concerti blasfemi e anche la chiesa, da par suo, cercò di convincere gli appassionati a lasciare il luogo del concerto. Allora come oggi il risultato fu esattamente l'opposto: tutti le date della Vedova Nera furono sold-out e la Loro reputazione crebbe a dismisura.

Più o meno nello stesso periodo usciva l'omonimo dei Black Sabbath, anch'esso intriso di malignità (nel caso, un poco artefatta), ben congegnata a tavolino dai discografici. L'effetto fu quello di destabilizzare il mercato e porre confusione fra Black Widow e Black Sabbath. I primi, poi, dovettero presto capitolare a causa della mancanza fisica del proprio disco nei negozi. La Loro casa discografica CBS, infatti, dopo la prima tiratura di Sacrifice – esauritissima praticamente da subito – per tre settimane si dimenticò della band di Clive Jones & Co. per concentrarsi esclusivamente sulla stampa e sulla promozione del nuovo disco Bridge Over Troubled Waters di Simon&Garfunkel.

Come ci si può ben immaginare, i fan, pur di non uscire dal negozio di dischi a mani vuote, si gettarono – “Black Magic per Black Magic” sui Sabbath (con tutto il rispetto, s'intende!), compromettendo così per sempre il futuro dei Widow che non seppero poi più riproporsi ai livelli sublimi di Sacrifice. Allora, infatti, i vinili si vendevano alla grande, e restare senza provvista voleva dire perdere migliaia di copie.

Oltre a questa scoppola i Nostri si videro annullare anche il Tour americano, a causa del clima creatosi negli Usa dopo l'efferato delitto di Sharon Tate da parte di quel pazzo di Charles Manson. Anche in quest'occasione i Black Widow si videro soffiare l'opportunità da parte dei Black Sabbath, che si professarono agnellini pur di attraversare l'oceano. Da lì in poi vi furono split clamorosi a livello di line-up e album mediocri fino a che il “mostro” Black Widow ritornò a immergersi per sempre nella fogna dalla quale era fuoriuscito, nel 1972, consegnando alla leggenda la propria breve storia.

Mi sono sentito in dovere di scrivere cotanta pappardella per significare che il qui presente Cd e relativo Dvd oggetto della recensione rappresentano l'ultimo concerto dei Nostri con la line-up originale in una performance tenuta all'interno del contenitore televisivo “Beat Club” nel 1970, equivalente al “Top of the Pops” inglese, assolutamente da NON confondersi con quella mondezza immonda che andava in onda da Noi fino a poco fa. Clive Jones(flauto e sax), l'ultimo vero attivista dei Black Widow ancora in circolazione, è infatti riuscito a mettere le mani sull'intero concerto, grazie alla fattiva collaborazione della Televisione Tedesca, che lo ha reso degno di visione e divulgazione grazie a un'attenta e scrupolosa opera di rivitalizzazione. Il risultato è stupefacente: pare che il tempo si sia fermato appositamente per i Black Widow. Il filmato, di ottima qualità, è in bianco e nero e gode degli effetti visivi lisergico/luminiscentisti del periodo, che rendono ancora più pericoloso e sconcertante il messaggio di Jones e compagni.

Viene riproposto per intero in sede live il capolavoro Sacrifice, con tanto di concessioni Progressive ad allungare i brani. A tal proposito In Ancient Days gode delle svisate infinite di Clive Jones, così come la finale Sacrifice viene “tirata” allo spasimo, fino ad agonizzare… Fa tenerezza constatare che il nome di Kip Trevor venga storpiato nella grafica del filmato – compare Kit Trever - così come viene accreditato Bob Bond al basso al posto di Geoff Griffith. Evidentemente sia Jones che la TV Tedesca hanno voluto consegnare alla storia una testimonianza scevra da ritocchi mantenendo gli errori originali.

Il Cd, arricchito di booklet con la storia della band, riporta musicalmente il concerto, che probabilmente tocca l'apice durante la famosa Come To The Sabbat, non per niente ripresa anche dai Death S.S. di Steve Sylvester in passato. Tornando al Dvd, ciliegina sulla torta sicuramente la “dancer” Astaroth, che accompagna il singer durante i rituali più suggestivi all'interno del concerto. Si chiude come meglio non si potrebbe, con Kip Trevor in preda a un raptus, che dopo tanto danzare, finalmente imbraccia rudemente la spada e…


Stefano “Steven Rich” Ricetti          

 

Track List DVD & CD
1. In Ancient Days
2. Way To Power
3. Come To The Sabbat
4. Conjuration
5. Seduction
6. Attack Of The Demon
7. Sacrifice

Line-up
Clive Jones – flauto/sassofono
Kip Trevor – voce
Clive Box – batteria
Geoff Griffith – basso
Jim Gannon – chitarra
Zoot Taylor – tastiere
Astaroth – performer

 

 
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