Recensione: Live At Donington [CD + DVD]

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Narra la leggenda che, tra le tante opzioni possibili maturate in anni ed anni di carriera e show tenuti in giro per il globo, l’esibizione dell’agosto 1990 al Monsters of Rock di Donington, evento che vedeva i grandi Whitesnake quali headliner della manifestazione, fosse divenuto il concerto più ambito per una versione “ufficiale” dai tanti fan del serpente bianco.
Una statistica certificata direttamente dal sito web del leggendario gruppo inglese, sommerso di richieste in tal senso sin dall’epoca della sua creazione.

Da sempre sensibile ai desideri dei propri supporter, mr. Coverdale in sintonia con Frontiers records, ha dunque pensato d’esaudire una domanda protrattasi a lungo, immettendo sul circuito internazionale il resoconto integrale relativo a quella gloriosa serata di quasi ventuno anni fa, con esiti che sanno un po’ di celebrazione per il ritorno discografico avvenuto da qualche settimana con il buon “Forevermore” (comparso in classifica un po’ ovunque, persino nella nostra hit parade nazionale) ed al contempo – in una logica meno romantica e decisamente più prosaica – di mero sfruttamento dell’attimo favorevole, in cui la popolarità pare essere ritornata su buoni livelli. Il classico e proverbiale “battere il ferro finché caldo”, insomma.

Disponibile sinora tramite bootleg non autorizzati di scarsa qualità e reperibilità, il prodotto così confezionato ha in ogni modo, più d’una ragione valida per definirsi effettivamente interessante.
Offerto nella consueta veste che addiziona la versione CD audio con quella video in DVD, “Live At Donington” rappresenta, infatti, una fotografia finalmente “completa” di quello che per molti è stato il periodo di massimo splendore del gruppo, protagonista di un quinquennio straordinario, culminato con la pubblicazione dopo il grandioso “1987”, dell’altrettanto eccezionale “Slip Of The Tongue”, disco che vedeva in formazione oltre ai consolidati Aldrige Sarzo - Vandenberg, anche il fenomenale funambolo della sei corde Steve Vai, a comporre una line up dal valore tecnico quasi inarrivabile.

Cornice di pubblico fantastica (un’arena gremita da 72.500 tra i “loro migliori amici”, recita la simpatica introduzione del live DVD), Snakes in ottima forma e scaletta semplicemente definitiva – alla quale il sottoscritto avrebbe aggiunto forse solo la superba “Love Ain’t No Stranger” – costituiscono le basi per una scenografia che veleggia a metà tra la grandeur di un evento di proporzioni oceaniche, ed il nostalgico per un’epoca d’oro, ormai passata e persino remota, in cui un determinato tipo di sonorità, seppure ancora per poco, dominava la scena mondiale con personaggi di massima grandezza e caratura artistica.
Le immagini del DVD va detto, patiscono un minimo il confronto con il tempo, risultando un po’ datate nella definizione e nella qualità dei colori, pur se molto professionali nel gioco di telecamere ed inquadrature multiple: un effetto che incrementa in certo modo il fascino intrinseco di un evento storico e dal valore collezionistico elevato.
La pecca maggiore è senza dubbio da ascrivere alla voce - in quel preciso periodo in particolare – non proprio perfetta di Coverdale, in possesso come sempre di una presenza scenica e di un carisma unici ma, in più di un’occasione, meno caldo e convincente di quanto suo solito nell’intonare alcune delle parti più impegnative dei brani.
Alle carenze del comunque inimitabile singer, sopperisce in ogni caso la coinvolgente vitalità del resto della band: il solito chilometrico assolo (prima con le bacchette e poi a mani nude, come vuole la tradizione) di Aldrige alla batteria, ruolo di primo piano per Vandenberg ma, soprattutto, la gigantesca verve del sommo Steve Vai, per alcuni istanti, quasi più protagonista dello stesso Coverdale. Eccellente in tal senso, l’esecuzione di due brani tratti da “Passion And Warfare”, disco che Vai aveva pubblicato pochi mesi prima: “For The Love Of God” e “The Audience Is Listening” destano quasi l’impressione di assistere ad un concerto nel concerto dell’alieno italo-americano, per alcuni minuti, unico ed incontrastato padrone della scena.

Il resto è, come si potrebbe definire in termini magniloquenti, pura poesia. Non ci sono altri termini per classificare la bontà di canzoni da leggenda quali “Slide It In”, “Is This Love”, “Bad Boys”, “Crying In The Rain”, “Fool For Your Loving”, “Ain’t No Love In The Heart of The City”, “Here I Go Again”, “Judgement Day” e “Slip Of The Tongue”, selezione di brani da brividi che suscitano il più classico tuffo al cuore non appena giunti all’orecchio di ogni devoto ammiratore dei Whitesnake.

Visione ancor più romantica fornisce poi il breve documentario “The Making Of The Slip Of The Tongue”, inserito quale bonus video (insieme ad una galleria fotografica costituita da immagini del tour relativo). Concernente le fasi di preparazione antecedenti l’uscita del disco e risalente al periodo 1988-1989, è un’occasione per vedere dei Whitesnake d’annata alle prese con prove, registrazioni e vita quotidiana, in compagnia di personaggi ugualmente mitici dell’universo rock dell’epoca quali Mike Clink, Keith Olsen e John Kalodner. Anche in questo caso le immagini appaiono leggermente datate, ma il commento (ad opera dello stesso Coverdale) e le atmosfere d’altri tempi, rendono il filmato un documento ammantato di un’aura suggestiva e, anche in questo caso, quasi nostalgica.

Ben confezionato e dall’audio ripulito a dovere (addirittura due opzioni per il DVD: Dolby 2.0 e Dolby Surround 5.1), “Live At Donington” è in buona sostanza – eccezion fatta per un Coverdale non proprio al meglio – un prodotto dal fascino quasi “innato”.
Normale cioè, per i sostenitori del magnifico serpente bianco, lasciarsi attrarre da una release di tale natura, recante l’esibizione di una line up irripetibile e consegnata ormai da tempo alla storia.

Qualcuno potrà obiettare adducendo la scarsa utilità che, nel complesso, potrebbe avere un’uscita simile.
La risposta plausibile ad un tale commento non può che essere però una sola: i grandi fan dei Whitesnake apprezzeranno.
“Live At Donington” è, difatti, un live cd/dvd, pensato e realizzato essenzialmente per loro.

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"Live At Donington 1990" DVD:

01. Slip Of The Tongue
02. Slide It In
03. Judgement Day
04. Slow An Easy
05. Kitten's Got Claws
06. Adagio For Strato
07. Flying Dutchman Boogie
08. Is This Love
09. Cheap An' Nasty
10. Crying In The Rain (Tommy Aldridge drum solo)
11. Fool For Your Loving
12. For The Love Of God
13. The Audience Is Listening
14. Here I Go Again
15. Bad Boys
16. Ain't No Love In The Heart Of The City
17. Still Of The Night

Bonus:

01. The Making of Slip of the Tongue
02. Galleria Fotografica

"Live At Donington 1990" CD 1:

01. Slip Of The Tongue
02. Slide It In
03. Judgement Day
04. Slow An Easy
05. Kitten's Got Claws
06. Adagio For Strato
07. Flying Dutchman Boogie
08. Is This Love
09. Cheap An' Nasty
10. Crying In The Rain (Tommy Aldridge drum solo)

"Live At Donington 1990" CD 2:

01. Fool For Your Loving
02. For The Love Of God
03. The Audience Is Listening
04. Here I Go Again
05. Bad Boys
06. Ain't No Love In The Heart Of The City
07. Still Of The Night

Line Up:

David Coverdale - Voce
Adrian Vandenberg - Chitarra
Steve Vai - Chitarra
Rudy Sarzo - Basso
Tommy Aldrige - Batteria

 
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