Recensione: Live at The Whisky-Snowball Of Doom

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Uscito ormai da diversi mesi, questo live dei Racer X non può passare inosservato sulle pagine di true-metal, perché si tratta di un ottimo disco dai contenuti metallici ed è anche un'opportunità per parlare di un grande artista come Paul Gilbert. Paul Gilbert fu uno dei primi guitar-hero, (uscito appena dopo Malmsteen), che generò il fenomeno dei velocisti della sei corde nei mitici anni ottanta. Ed il gruppo cominciò proprio in quel periodo: era il 1985 con la pubblicazione del primo album Street Lethal (Paul Gilbert all'epoca aveva solo 19 anni, e da studente al G.I.T divenne insegnante della prestigiosa scuola ), cui seguì Second Heat e due live. Sciolti i Racer X, Paul Gilbert entrò nei Mr. Big con Billy Sheenan, Pat Torpey ed Eric Martin. Una serie di dischi di successo e l'affermazione su scala mondiale; vennero anche in Italia a suonare per una serata indimenticabile in un Palasesto gremito di gente (almeno sono riuscito a vederlo suonare e spero che non sia l'ultima ). Dopo Hey Man la dipartita dal gruppo e una serie d'album a proprio nome, magari non esaltanti, ma fautori di un ottimo sound pop-rock di stampo chitarristico con melodie ariose che possono ricordare i Beatles e i Cheap Trick, più rock oriented e naturalmente con assoli di gran tecnica e bravura. Dopo la riformazione avvenuta nel 2000, con la pubblicazione dell'ottimo Techinical Diffuculties (come al solito uscito prima in Giappone sul finire del 1999), i Racer X giungono al terzo album, lasciando presagire un ottimo futuro per la band Statunitense capitanata dal funambolico Gilbert che riforma la band nella formazione originale con Jeff Martin alle vocals e John Alderete al basso mentre alla batteria siede un certo Scott Travis ( batterista che non ha certo bisogno di presentazioni) e il secondo chitarrista Bruce Bouillet non partecipa alla reunion, per via di problemi fisici che gli impediscono di suonare la chitarra. Nel 2000 esce Techinical Difficulties (pubblicato sul finire del 1999 in Giappone), a cui seguirà l'anno dopo Superheroes, disco altamente energetico e portatore di un Metal potente e quadrato con inflessioni neoclassiche dettate dall'ascia di Paul, senza per questo prevaricare il resto del gruppo. Nel frattempo Paul ha trovato anche il tempo di pubblicare un album interamente di rock-blues con lo zio Jimi Kidd (chitarrista di blues e a detta di Paul la sua influenza maggiore), dal titolo Raw Blues Power. Niente di nuovo, ma un bel disco pregno di sonorità rock-blues tipicamente settantiane e dei bei duetti di chitarra molto coinvolgenti ( penso che a volte la ricerca dell'originalità a tutti i costi a volte va a discapito dell'immediatezza della musica, impressione del tutto personale). Tornando al live in questione, bisogna dire che si tratta di un dischetto molto bello e potente, suonato da una formazione affiatata e che sprigiona un'ora di metal infiammando il pubblico del Whisky a Go Go di Hollywood (tra l'altro la registrazione è avvenuta in un'unica serata).

Quattordici pezzi divisi tra vecchio e nuovo materiale tra cui spiccano la versione di Street Lethal, dall'omonimo album del 1985, con un inizio neoclassico e assolo micidiale di Paul da applausi a scena aperta. Sempre dallo stesso disco spicca un'altrettanta e cadenzata versione di Into The Night. Da segnalare anche Scarified ottimo strumentale in cui Gilbert si mostra ancora con estrema bravura. Ancora colate di lava metallica con Snakebite, Hammer Away, la simpatica cover Godzilla, dei Blue Oyster Cult, chiude un'ora abbondante di metal senza troppe contaminazioni da gustare tutta d'un fiato e che sicuramente soddisferà gli amanti del metal potente e adrenalinico.

Dopo i Mr. Big, Gilbert sta attraversando un periodo di notevole creatività sfornando quattro dischi a proprio nome (di cui un live, registrato in Giappone) e tre dischi con i Racer X e pare che un nuovo lavoro è in fase di registrazione. Vorrei anche segnalare il bellissimo tributo a Jimy Hendrix registrato live al Frankfurt Jazz Festival nel 1991. Una carriera di tutto rispetto, che tra live album e dischi solista, ha mostrato le diverse facce di un'artista poliedrico e mai ripetitivo. Per questo Paul Gilbert rientra nelle mie preferenze. Per chi è rimasto insoddisfatto delle ultime release di sua Maestà Malmsteen, Paul Gilbert può essere più di un semplice ripiego.

 
80