Recensione: Live With The Plovdiv Psychotic Symphony [DVD]

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Due anni fa l’uscita di Psychotic Symphony ha sollevato pareri contrastanti: i Sons of Apollo sono la personificazione del solito culto rivolto alla tecnica esecutiva, oppure stiamo parlando di una band con qualcosa di originale da dire e, al contempo, che tenta di rilanciare artisti come Mike Portnoy e Derek Sherinian? Prima di comporre un nuovo studio album, il combo americano ha pensato bene di rilasciare un live dvd capitalizzando il proprio bagaglio d’esperienza maturata on stage. Lo show si è tenuto dopo diverse tappe di un tour mondiale (che ha visto i SoA anche al Teatro degli Arcimboldi); la data prescelta è stata quella del 22 settembre 2018. Tutto è stato progettato nei dettagli: la scaletta prevede brani del debut album, ma anche pezzi dei Dream Theater e diverse cover succose (con la presenza di un’orchestra); la location è il meraviglioso teatro romano (d’epoca traianea) in quel di Plovdiv, seconda città bulgara per popolazione e prestigio (oltre che capitale culturale europea di quest’anno, insieme a Matera). Curioso notare che pochi mesi prima quello stesso palco era stato calcato da Mr Devin Towsend per uno show stellare (e con lo stesso simpatico direttore d’orchestra). Sarebbe inutile ribadire che nelle due ore e mezza di concerto i singoli musicisti in campo hanno avuto modo di mostrare i muscoli e ritagliarsi una vetrina di tutto rispetto. Portnoy sfoggia la sua monster drum (con tanto di gong), Sherinian interpreta la parte del duro e puro (bella la sua versione di “Eruption” alla tastiera), Scott Soto è dilagante con il suo ego, Sheehan e Bumblefoot imbracciano strumenti a due manici che sono una gioia per gli occhi.

L’insieme, dicevamo, funziona a meraviglia, anche i pezzi di Psychotic Symphony; su tutti, in sede live guadagna punti l’ambiziosa “Opus Maximus”, brano davvero arzigogolato e poderoso, con limiti e difetti, ma notevole dal vivo (che sia l’Apocalypse 1470 B.C. dei SoA?). I pezzi tratti da Falling Into Infinity dei Dream Theater sono reinterpretati a dovere: “Lines in the sand” resta una composizione dal fascino indiscusso, mentre la strumentale “Hell’s Kitchen” andrebbe ampiamente rivalutata visti gli ultimi trascorsi dei DT (a proposito, a voi decidere se sia meglio la versione di Bumblefoot o quella di  MacAlpine).

Ci sono, tuttavia, alcune cadute di stile e lungaggini evitabili. Si poteva, ad esempio, fare tranquillamente a meno del “The Pink Panther Theme”, così come risulta eccessivo lo spazio che ogni musicista si prende per sé: stiamo parlando di artisti che non devono dimostrare alcunché in fatto di narcisismo e non più giovanissimi… Tra le cover più emozionanti, invece, una versione di “Confortably Numb” (Portnoy non se la cava male al microfono nei minuti iniziali), con la chitarra di Bumblefoot a incantare i presenti sugli spalti antichi, e quella di “Diary of a Madman”, pezzo di Ozzy dalle partiture non così immediate. Bella la partecipazione del pubblico durante l’esecuzione di “Dream On”, bocciata, invece, la versione di “The Show Must Go On” (in pochi possono permettersi di reinterpretare Freddy Mercury). Il cantante riccioluto si rifà comunque nel finale con “And the Cradle Will Rock” dei Van Halen, ma esagera un filo andando tra il pubblico a gigioneggiare senza motivo.


In definitiva questo live dvd vale sicuramente la visione, il montaggio è un accurato, ci sono alcuni effetti di luce e macchine del fumo; la presenza dell’orchestra nella parte dedicata alle cover dà un tocco di magia in più. Se dovessimo fare, tuttavia, un paragone con un’uscita similare dei Dream Theater, il Budokan o Score, il confronto non reggerebbe: non stiamo parlando, infatti, ancora di una band vera e propria (nonostante quanto continui ad affermare Portnoy). Ai SoA serve ancora tempo per darsi una vera identità e portare on stage una setlist meno nostalgica e più valida. Per ora sentiamo di incoraggiarli, aspettando il nuovo studio album.


N.B. le cover di “Confortably Numb” e “Dream On” compaiono su cd, non su dvd, ma si possono facilmente reperire online.

 

Roberto Gelmi (sc. Rhadamanthys)

 

 
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