Recensione: Lopun Alku

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Lopun Alku in finlandese significa “inizio della fine”, ed è con queste parole che il neonato progetto Author si presenta al grande pubblico sotto l’egida dell’ottima Naturmacht Productions. Quello che l’act scandinavo con la parvenza di una one man band propone, è un black metal nudo e crudo come si faceva una volta, sei brani in your face che risultano adattissimi per ghiacciare qualsiasi cosa si presenti loro davanti e per martoriare l’affamato di buon black metal rasoiata dopo rasoiata. Author offre musica ortodossa e con lo spazio alla sperimentazione praticamente ridotto a zero; non che sia un male, anzi, ma ovviamente il rischio di una fiera dei cliché è sempre dietro l’angolo. Sebbene gli stilemi della proposta siano già triti, ritriti, e serviti in qualsiasi tipo di salsa, i sei brani del lotto non sono affatto da buttare, anzi. I trentasei minuti complessivi scorrono in maniera piuttosto piacevole e offrono buonissimi spunti anche in favore di un futuro ancora tutto da scrivere; ciò da cui siamo ben lungi però, è l’essere di fronte ad un prodotto memorabile o in grado di elevarsi più in alto rispetto al già affollatissimo calderone del genere. La produzione è arcigna ed adattissima al black metal: ha un dosaggio alto di sporcizia e marciume e offre il suo meglio coi suoni di chitarra, che sono parecchio abrasivi e danno il giusto tocco agli alti come uno dei più grandi marchi di fabbrica del genere. Basso ovviamente inesistente e la batteria è efficace e non troppo soffocata dal resto; un buon bilanciamento insomma, ma nulla di particolarmente trascendentale. La voce è ovviamente in scream e, nonostante sia priva di qualsiasi tipo di variazione, non fa sentire la mancanza di registri diversi anche in funzione di un tessuto sonoro piuttosto semplice sul quale cantare. La maggior parte della musica di Author, infatti, è concepita su riff di accordi aperti che sono un invito a nozze per i lunghi scream e la costruzione drammatica. Lopun Alku è quindi un disco più che dignitoso che farà contento ogni appassionato del metallo nero e che trova la sua dimensione ideale ad un volume altissimo, sparato dalle casse come una scheggia impazzita e fruito senza pensarci troppo su. Non è presente una traduzione dei testi, che sono tutti orgogliosamente in lingua madre e rigorosamente stampati in gotico; tutto in Lopun Alku è tradizionale in tutto e per tutto. Ci accontentiamo e ce lo facciamo bastare. Dischi come questo potrebbero sembrare inutili e gratuiti, ma alla fine sono un po’ come il nostro cibo preferito che ci cucina la nonna: quel piatto inconfondibile lo mangeremmo anche spalmato per terra e anche per la miliardesima volta, e questo black metal finisce per avere lo stesso sapore. Critichi critichi, dici che è monotono e sempre quello ma alla fine ti piace e non riesci a farne a meno. Date quindi un’opportunità ad Author, non è un album dalla longevità esagerata ma nel breve periodo sa fare la sua porca figura. Promosso!

 

 
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