Recensione: Massacre Elite

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Trascorso poco più di un anno dalla pubblicazione del loro secondo Full Length, il più che valido ‘Anotheround’, i connazionali Nationale Suicide sfornano ‘Massacre Elite’, il loro terzo album, disponibile dal 22 settembre 2017 via Scarlet Records.    

Tra le novità si segnala il rientro di Ema Revello alla batteria, presente agli esordi e sostituito, nel 2016, da Anthony “Vender” Dantone dei Game Over.

Per il resto, quello che suonano i National Suicide è un Thrash Metal molto aggressivo ed arrabbiato, legato alla matrice Old-School della Bay Area, ma privo di qualsiasi senso nostalgico.

Queste caratteristiche, che già permeavano il precedente lavoro, sono maggiormente esaltate in ‘Massacre Elite’, che risulta essere un vero maglio sonoro che si abbatte senza pietà su chi ascolta, con canzoni molto dirette, incisive e prive di mezzi termini.

Gli artisti sono sempre più consci delle proprie capacità e lo dimostrano scatenando un songwriting vario e quel tanto diverso da quanto espresso in ‘Anotheround’ da risultare positivamente evoluto e dotato di maggiore personalità.

Personalità espressa da un’ottima prova di Stefano Mini; forse è scontato dire che prende ispirazione dai grandi Bobby “Blitz” Ellsworth degli Overkill e Steve “Zetro” Souza degli Exodus, ma è anche doveroso precisare che Stefano ‘grande’ lo è senz’altro, la cui voce riesce ad esprimere, con estrema naturalezza, tutta la rabbia e la furia che sta’ alla base del concetto del Thrash, dando la giusta impronta ai National Suicide rendendoli riconoscibili fin alle prime strofe.

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Gli altri quattro musicisti non sono da meno, sfoderando una sezione ritmica granitica e dirompente, dando luogo a parti soliste trascinanti e cariche di phatos, con scambi ben bilanciati tra le due asce ed una buona ricerca melodica per elevare il pezzo senza sminuirne la carica violenta. 

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L’album parte subito ai duecento all’ora, dopo un breve ruggito oscuro che anticipa ‘Death Roll’, pezzo velocissimo e strafottente con un refrain schietto e ridotto all’osso. Le mazzate continuano poi con le arrabbiatissime ‘I'm Not a Zombie (Anymore)' e la Title-Track ‘Massacre Elite’ che mantengono sul rosso il contachilometri.

Old, White an’ Italian’ vira più verso un Heavy Metal molto dinamico, con un buon chorus ed un lungo scambio di assoli; pur non perdendo un briciolo di energia e di anima guerriera concede un attimo di respiro. Ma è solo un attimo. L’irruenza delle strofe di ‘Pisshead’ ti raggiunge come un nuovo pugno che, schiacciando il plesso solare, toglie quel poco di fiato che ti era rimasto.     

Nella prepotente ‘Trouble Ahead’ la rabbia è espressa oltre misura. E’ il brano dove Stefano Mini dà il meglio di se.

Take Me to the Dive Bar’ è un buon Thrash ‘n’ Roll mentre le agguerrite ‘Unfit for the Army’ e ‘What D'You Mean by Metal?’ chiudono l’album mantenendone la carica.

Trentacinque minuti di violenza, rabbia e furia: questo è ‘Massacre Elite’, concentrato di Thrash genuino e senza fronzoli, ulteriormente esaltato da una buona e moderna produzione.     

Con esso i National Suicide compiono un buon passo in avanti e si attestano tra i promotori del Thrash Metal made in Italy. Non possiamo che esserne contenti.

 
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