Recensione: Master of Fate

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Un incredibile uragano di riff ed assoli, un salto nel tipico sound power metal di impronta teutonica ma questa volta si tratta di una band  italiana, ovvero gli Ancestral, che circa 10 anni fa debuttarono con il buonissimo "The Ancient Curse" sotto Underground Symphony. A distanza di due lustri, i siciliani portano a termine un nuovo lavoro, questa volta con  i tedeschi  della Iron shield Records: il nuovo full- lenght si intitola "Master of fate", un lavoro per il quale sono stati appunto necessari 10 anni di  lungo silenzio e cambi nella line up, che resta immutata per il duo fraterno composto da Domiziano e Massimiliano Mendolia alla la sezione ritmica, rispettivamente al basso ed alla batteria, ed Alessandro Olivo alla chitarra. Si aggiungono alla formazione Carmelo Scozzari (che sostituisce Giovan Battista Ferrantello) e Jo Lombardo (Metatrone, Orion Riders) che prende il posto di Mirko Olivo al microfono, importanti cambi che fanno trovare ai ragazzi una propria ed ideale dimensione.

Si parte con l'aggressiva "Back To Life" , un brano dall'attacco frontale con ritmiche potenti, riff veloci e assoli incandescenti. Questo è il power metal che più piace ai veri amanti del genere (ricorda vagamente i primi Helloween di "Walls of Jericho"), sono presenti grandi chorus, un’apoteosi sonora nella quale si può constatare un'ottima prova vocale di Jo Lombardo che mostra come non mai la sua grande abilità al microfono. Ottimo il songwriting generale dell'album: “Wind Of Egadi” e la titletrack “Master Of Fate” sono veramente degli ottimi brani, lunghi e molto ispirati. Scorrendo attentamente la tracklist ci si può accorgere del cambio pindarico del loro sound che passa dal tipico sound power europeo allo US metal ed in alcune occasioni, come in “‘Seven Months of Siege “ strizza l'occhiolino al thrash metal stile Anthrax. Fantastico. Questa è una combinazione veramente accattivante che aumenta il livello qualitativo di questo platter che  fino ad ora non sbaglia un colpo. Da evidenziare anche la melodica "Lust For Supremacy”, che vabta la presenza di Fabio Lione (ex-Rhapsody Angra, Vision divine, Eternal Idol), oppure la conclusiva cover “Savage” degli Helloween (B-side di "Dr. Stein"), che ben si attaglia al sound della band siciliana, spesso debitrice delle influenze delle zucche di Amburgo degli esordi.

In conclusione, "Master of Fate”, è un album veramente sorprendente che ti cattura dal primo all'ultimo brano,con le sue accelerazioni, i suoi cambi tempo e la sua dinamicità. Un album che offre anche una discreta varietà di soluzioni, passando dal tipico sound power di matrice tedesca all'US metal fino ai lidi del thrash metal. Un lavoro sopra le righe, per parecchi versi un must-have per tutti gli amanti del genere.

 
80