Recensione: Masturbating Zombie

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Dopo aver addocchiato per pochi istanti la copertina del recente nuovo album dei chiassosi Grim, appare decisamente complicato non confermarne con certezza lampante le coordinate stilistiche e l’esplicita essenza musicale.

Attiva dal 2008 e protagonista di un discreto capitolo d’esordio esattamente un anno dopo (“Noises From The Graveyard”, disco che aveva lasciato intendere qualcosa di positivo ma non molto di più) la band tricolore ha ritentato la strada discografica giusto qualche mese fa, dando alle stampe un nuovo prodotto dall’anima goliardica, divertita, spiritosa e, come da copione, incurante di qualsiasi possibile disapprovazione in termini di buon gusto ed eleganza, artwork incluso.
Elementi base già presenti all’origine che tuttavia, dopo un avvio incerto, appaiono ora in buona parte affinati e resi maggiormente appetibili da una “maturazione” – termine certo un po’ forzoso – che aiuta a delinearne, con efficacia senza dubbio superiore, punti di forza e peculiarità.

Ancora supportati da Necrotorture Agency ed ancora coinvolti mani e piedi nel più torbido e putrido horror-glam, i tre musicisti originari di Teramo mettono ora sul piatto della bilancia qualche anno in più di esperienza, una produzione focalizzata sulle caratteristiche specifiche del loro suono e, soprattutto, doti di composizione che, seppure sempre minimali ed in gran parte derivative, mandano a segno una serie di brani dal profilo ficcante e “spazzacervello”.
Di quelli che, in poche parole, si ascoltano con molto piacere senza particolari elucubrazioni o voli pindarici.

Citare i nomi accostabili in casi simili è esercizio accademico che si fa quasi stucchevole per quanto banale: Murderdolls, immancabili e più vicini termine di paragone con gli stilemi abbracciati dai Grim, Wednesday 13 ed ovviamente i mostruosi Lordi (uno stile di voce, quello del gigantesco singer finlandese, che pare aver fatto molti proseliti), sono i “classicissimi”, ovvero quello sparuto novero di moniker importanti attraverso cui è impossibile non transitare proponendo questa singolare deviazione dell’heavy rock.
Non mancano però spunti più tradizionali e digeribili per il pubblico meno avvezzo: Motorhead ed Hardcore Superstar salvaguardano il versante meno putrescente e corrotto del Grim-sound, garantendo vitali quantità di heavy riff incendiari e ritmiche spaccaossa, in alcuni casi quasi al limite del Thrash (“Breathless” non è che un esempio).

Per il resto, “Masturbating Zombie” è davvero un bell’ascoltare. Brani che esplodono veloci come un occhio che schizza dall’orbita, si materializzano in poco più di mezz’ora di durata, dando origine almeno in una manciata di episodi a piccoli gioiellini di horror glam.
L’iniziale “My Black Widow”, introdotta dal ricercato omaggio a “Gli Amanti d’oltretomba” (fanta-horror del 1965 con colonna sonora del maestro Morricone), è sin dal principio, un buon sunto del potenziale amministrato da Alex Grim e compari. Riff di chitarra corposo che viaggia come una minacciosa motosega, ritmo incalzante e coro aperto da urlare a pieni polmoni.
Semplici, diretti e maledettamente efficaci.

Una formula destinata a ripetersi con i medesimi effetti anche nelle pachidermiche, voraci e pesanti “Venomous”, “Cutting” (geniale la ritmica doppiata a tamburello) e “It’s Better to Be Buried”, tracce in cui emergono, oltre a suoni decisamente dignitosi e ben assestati, anche l’ottima verve ironica del gruppo e la compattezza strumentale: voce, chitarra, basso e batteria corrono veramente all’unisono, offrendo la coinvolgente e piacevole sensazione di un potente “wall of sound”.
La deliziosa “Beverly Hells”, canzoncina che chiude con piglio surf-punk e parecchia ironia il disco, ne suggella infine i caratteri gradevoli e riusciti, sottolineando un altro degli aspetti di maggior peso di questa seconda fatica da studio: l’orecchiabilità.

C’è una sostanza sorprendente nel recente operato dei Grim.
La veste è spiritosa, cialtronesca e beffarda, ma i nostri sembrano davvero tutt’altro che degli sprovveduti intenti a farsi poco più di quattro risate in mezzo a tanto bel casino.
Produzione adeguata, confezione di notevole attrattiva ed un contenuto musicale di buonissimo livello rendono “Masturbating Zombie” un disco appetibile e dal fascino simpaticamente malsano.

Poco di nuovo, tanto di divertente!

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Tracklist:

01. Nightmare Castle
02. My Black Widow
03. Society
04. Vonomous
05. Prematurial Buries
06. Cutting
07. Breathless
08. Painful
09. Inferno
10. It’s So Better To Be Buried
11. The Dead Are After Me
12. Beverly Hells

Line Up:

Alex Grim – Voce / Chitarre
Grave Rob – Basso
Mark Mastiff - Batteria

 

 
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