Recensione: Nemesis Within

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Personalmente sono sempre stato favorevole ai tentativi di emancipazione dalle rigidità dei generi della musica metal così come artificialmente li conosciamo, ho sempre considerato una nota di merito la volontà di svincolarsi dai clichè musicali per offrire un prodotto trasversale alle classificazioni, il che testimonia apertura mentale e audacia nel voler dimostrare il proprio valore artistico. Quando questi tentativi, invece,  sono dettati soprattutto dalle mode e da esigenze puramente e sterilmente commerciali, allora il discorso cambia radicalmente.

Perché questa premessa ad inizio di recensione del disco d'esordio degli Assailant? Perché questo Nemesis Within, dopo un ascolto approfondito ed attento, e nonostante un primo impatto gradevole, dimostra in maniera ineluttabile una carenza di idee solo in parte compensata dalle discrete doti tecniche dei musicisti, che non sono affatto degli sconosciuti. Eh sì, perché gli Assailant sembrano usciti da quella orrenda trasmissione televisiva che mamma Rai ci ha propinato qualche stagione fa, I Raccomandati, spacciandola oscenamente per prodotto innovativo e di qualità. Infatti la band di Umea, città svedese che ha dato i natali a gruppi di primo piano della scena power scandinava (Persuader, Nocturnal Rites), annovera al suo interno Oskar Norberg (fratello minore dei ben più conosciuti Nils, dei Nocturnal Rites, ed Emil, dei Persuader e Savage Circus).

Ma passiamo a parlare della musica, che è quanto più interessa al lettore. Dalle sommarie indicazioni finora fornite è agevole intuire che gli Assailant siano dediti ad un heavy/power metal di matrice scandinava influenzata da diversi elementi prog, ma soprattutto da un costante riffing di chitarre che sposta il sound su coordinate tipicamente thrash, e da frequenti richiami a sonorità death e metalcore, principalmente per via di linee vocali molto dirette e violente, spesso sgraziate e vibranti, evidentemente influenzate da certi lavori targati In Flames ma anche Evergrey. Sebbene la maggior parte delle canzoni non scenda mai oltre la sufficienza, la sensazione che si ha è che manchi anima, pathos, emozioni. Le composizioni cioè appaiono fredde, ben confezionate certo, ma deboli sotto il profilo della creatività e dell'appeal, fortemente indiziate di cadere nel dimenticatoio per scarsa verve ed originalità.

Gli episodi da citare sono l'opener Lies, dinamica e diretta sì, ma insipida col suo assolo di chitarra impersonale e con le solite ritmiche su quattro tempi trite e ritrite. Appena sufficiente è poi la prestazione del frontman, il quale non mi dà l'impressione di avere un range molto esteso di tonalità. Anche la successiva Buried Alive può essere considerata una hot song, leggermente più cadenzata rispetto alla traccia precedente ma dallo stesso livello qualitativo. La mia impressione è che gli Assailant siano partiti con l'intenzione di fare il botto ma alla resa dei conti si siano trovati tra le mani un prodotto sufficiente ma distante dalle ambizioni di partenza. Edge of Forever è per me la traccia migliore, in quanto alla potenza sonora espressa dalla sezione ritmica e dalle chitarre viene affiancato un interessante lavoro delle tastiere che sposta il suono verso lidi più progressivi, ed anche la voce di Peder Sundqvist sembra calarsi nella parte con maggior profitto. Anche in Tomorrow si percepisce un timido tentativo di svincolarsi da certe sonorità troppo dirette, la traccia è multiforme ed appare più riflessiva ed intimistica in alcuni frangenti, e più aggressiva in altri.

Se proprio si vuole indicare un punto di forza dell'album questo va individuato nel fatto di essere un debut, suscettibile dunque di essere bissato e migliorato tenendo conto delle diverse pecche ed ingenuità presenti su questo Nemesis Within, e nel fatto che la band appare comunque affiatata e ben amalgamata.

Tracklist:
Lies
Buried Alive
Edge of Forever
Downward Spiral
Until the End
Eternal
Mental State
Shattered
Tomorrow
Vanity Unfalds
My Awakening

Band:
Peder Sundqvist – vocals
Oskar Norberg – guitars
Marcus Sundbom – guitars
Jocke Jonsson – bass
Patrik Larsson – drums
Peder Sandström - keyboards

 
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