Recensione: No More Tears

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“…The Road To Nowhere leads to me…”



Ogni tanto capita di avere per le mani non solamente dei semplici dischi, ma dei veri e propri pezzi di vita.
Gli oggetti si trasformano in ricordi, in sensazioni, in brividi gelati che ti corrono su per la schiena e ti drizzano tutti i peli del corpo. Capita di recensire dei veri e propri pezzi di cuore.
Dischi con cui hai bevuto, cantato, urlato, pogato e pianto; e che fanno parte del tuo ammaccato filamento di DNA, che ti hanno accompagnato per mano nella crescita e nella consapevolezza di vivere in una famiglia di metallo fatta di idoli, di chitarre e borchie, di magliette nere sudate e di traduzioni da un inglese molto approssimativo.

”No more tears” rappresenta per molti, e anche per il sottoscritto, l'apice della carriera musicale di Ozzy Osbourne; il capolavoro immortale che nella discografia di ogni amante del Heavy Metal non può mancare e che non si impolvera mai su di una scansia. Brani resi immortali dall'amore dei fan che lo hanno seguito da sempre, fin dai tempi dei Sabbath.

Ozzy ha saputo reinventarsi in un progetto solista, che lo ha reso una delle celebrità immortali della musica rock, uno di quegli idoli che resistono al turbinio del tempo e al passare delle stagioni. Sempre li, rassicuranti, a ricordarti che il tuo mondo esiste ancora anche se le generazioni sono passate, i generi sono cambiati e i gusti della gente si sono mossi come stracci lasciati ad asciugare al vento.
Non molti possono fregiarsi del titolo di idoli. Assieme a Ozzy, certamente il titolo è condivisibile con Lemmy Kilmister, co autore di alcune canzoni del disco, e grande amico del Madman. Un'accoppiata che ha partorito l'essenza di una musica così particolare e piena d'energia, passionale e totalizzante come l'Heavy Metal.

Non si può oggettivamente prescindere nessuno dei pezzi del disco, tutti incastonati e concatenati l'uno all'altro in un equilibrio magico di note e suggestioni.
Da sottolineare una produzione eccellente e uno Zakk Wilde davvero sopra le righe, conferma più che scoperta, della grandissima influenza tecnica e d'ispirazione che il virtuoso chitarrista ha avuto nel proseguo artistico di Ozzy.

Il pensiero va a Mr. Tinkertrain, a Hellraiser fino alla splendida Mama, I'm Coming Home, o all'evocativa Time After Time, passando per I don't wanna change the world, vincitrice di un Grammy Award come miglior performance metal.

Un album questo, che ha condizionato e ispirato centinaia di band, cresciute con le note della Les Paul nelle cuffie e la voce di Osbourne ad inseguire idealmente ogni virtuosismo dei musicisti a lui asserviti.
Un disco fantastico davvero, criticato ed allo stesso tempo esaltato, al quale si può solo dare una visione del tutto personale.

Ricordo la mia gioventù accompagnata da questo capolavoro… quando, guardando i miei coetanei che passavano per il quartiere avvolti nei costosissimi jeans della Energie e nelle felpe Best Company, ascoltavo a tutto volume ”No More Tears”, con quelle vecchie cuffione, dalle quali potevi sentire il disco anche se ti trovavi a tre metri di distanza…
Emarginato sul gradino di una casa in contemplazione pensavo: “ragazzi miei, cosa vi state perdendo!”

" Let's go fucking crazy!”





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Tracklist:

01. Mr. Tinkertrain
02. I Don't Want to Change the World
03. Mama, I'm Coming Home
04. Desire
05. No More Tears
06. S.I.N.
07. Hellraiser
08. Time After Time
09. Zombie Stomp
10. A.V.H.
11. Road to Nowhere

Line Up:

Ozzy – voce
Zakk Wylde - chitarra
John Sinclair – tastiere
Bob Daisley - basso
Randy Castillo - batteria
 
90