Recensione: One

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Torna a farsi vivo il polistrumentista, cantante, songwriter ed apprezzato session man Phil Vincent, uno dei molti talenti emersi in ambito melodico negli ultimi anni che, a partire dalla fine dei “nineties”, ha saputo sfornare una serie di album di discreto valore, sempre votati alla causa dell'AOR più morbido e rilassato.

Circular Logik è un progetto tutto nuovo, messo in pista con l'intento di guadagnare un piccolo spazio nell'affollato ambiente hard rock - sempre più ricco di novità e proposte interessanti - che non nega, almeno sulla carta (quella della biografia), qualche ambizione di carattere superiore.
Come spesso accade però, i buoni propositi non sempre procedono di pari passo con il risultato finale, lasciando le aspirazioni abbandonate al ruolo di mero intento programmatico con l'effetto di far apparire l'intero complesso messo in piedi, come ben confacente alla più classica delle definizioni di modestia: “tanto fumo e poco arrosto”.

Biglietto da visita, indicativo di un disco sottotono e di basso profilo, è anzitutto la produzione.
È risaputo, avere suoni perfetti, ben definiti e corposi, pur essendo una delle necessità basilari in un prodotto discografico di successo, costa molto, ed è, comprensibilmente, un grosso ostacolo che talora può divenire insormontabile. È davvero difficile accettare tuttavia, una qualità di suono che muta ad ogni traccia e non mantiene mai il medesimo bilanciamento, facendosi ora più cupa e soffusa, ora più stridente ed acuta, ora secca e piatta, con l'inevitabile ed istantanea impressione di avere a che fare con un qualcosa di molto approssimativo e poco curato, in una sola parola, mediocre.
Già pesantemente penalizzati da un sound tanto impreciso, i brani presenti in scaletta non sembrano poi dotati dello sprint necessario ad elevarsi oltre un rango di semplice routine. Pochi acuti e molti tempi morti, qualche pezzo che, se meglio curato avrebbe potuto meritare maggiore fortuna (non male “Your Time Has Come”, “Killing Me Inside” e la conclusiva “It's All Over”, ma sempre scandalosa la produzione), ed un gruppo di canzoni che scorre innocuo e senza grossi sussulti, tra sprazzi hard rock e leggere influenze prog.
Per farla breve, una release che, sin dall'anonima ed impersonale copertina, appare più come una raccolta improvvisata di demo e tracce dimenticate su vecchi nastri, che non un platter con tutti i crismi dell'ufficialità.

Insomma, il discorso è presto fatto: la musica non è gratuita, i dischi tanto meno e la competizione spietata, mentre ‘One' dei Circular Logik è un album che, checché se ne dica, sembra destinato a sgomitare nelle retrovie più remote del genere a cui è affiliato.

Fate voi.


Tracklist:

01. Welcome Home
02. Killing Me Inside
03. Hard To Find
04. Right Here
05. Led Wait
06. You Make Me Weak
07. Your Time Has Come
08. Since You've Been Gone
09. What We're Looking For
10. Time Killer
11. See Me Through
12. Won't Let You Go/Lost Without You
13. It's All Over

Line Up:

Phil Vincent – Voce / Chitarra / Tastiere
Steven Albanese – Chitarra
Paul Colombo – Chitarra
William Arnold – Basso
Tanion DeAngelis - Batteria
 
55