Recensione: Out Of Your Brain

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Non c'è niente da fare: passano gli anni e le mode, ma non i 'veri thrasher'. Non che si voglia erigere un monumento a coloro per i quali, musicalmente e anche non, rigettano la teoria evoluzionistica restando incollati al modus vivendi degli anni ottanta. Tuttavia, un lodevole spirito di abnegazione al thrash così come mamma l'ha fatto non si può non riconoscere, in molte band che bazzicano sulla Terra. Talune formate da gente che, davvero, il thrash l'ha inventato (Sodom, Onslaught, ...), altre da persone in verde età (Bonded By Blood, Artas, ...), altre ancora da chi vive agli antipodi della culla in cui il genere è nato. Come gli australiani Demolition, appunto.

Nato nel 2007 grazie alla determinazione del cantante/chitarrista Rick Linguroski, il gruppo non ci ha messo molto tempo a chiudere il suo primo contratto discografico. Dopo il solito demo di presentazione, “Strike Force” (EP, 2007), nel 2010 inizia la lavorazione di “Out Of Your Brain”, prodotto dallo stesso Linguroski; proseguita sino a quest'anno con la messa alle stampe da parte della Rockstar Records.

“Out Of Your Brain”, benché il rimando ai Grandi del genere sia evidente (Annihilator, Megadeth, Testament, ...), è un album in ogni caso al passo con i tempi. I suoni sono moderni, equilibrati e – naturalmente – potenti. Lo stile del combo di Melbourne è sì fedele agli stilemi-base del thrash, tuttavia non è trascurata la parte tecnica, tale quindi da allontanare con decisione il gruppo stesso dal concetto di ‘thrash ignorante’ per avvicinarlo, invece, ad act marcatamente precisi in campo strumentale. Come gli Evile, citati a ragione dai Nostri come una delle loro influenze principali.   

Linguroski si dimostra un discreto cantante, attento a non esagerare nel fare il verso a Maestri come Tom Araya (“Maniac”) e Chuck Billy, ma anzi mantenendo limpida e costante la propria timbrica; evitando di addentrarsi in territori sconosciuti e quindi poco rassicuranti. Il risultato è buono, nel giusto rapporto fra aggressività e pulizia. Nulla di strepitoso sennonché si tratta del giusto cantante per lo stile dei Demolition... quello che ci voleva, cioé. Demolition che non a caso danno il meglio di sé per la parte strumentale. Lo stesso Linguroski, assieme a Alan Lang, costruisce la trama musicale con un guitarwork elaborato, poderoso e, a volte, anche melodico. Guitarwork più che sufficiente sia nella parte dedicata ai riff (taglienti come rasoi), sia in quella lasciata ai soli (laceranti come scarificatrici). A mio parere la sezione migliore dell'ensemble è quella ritmica, a carico del bassista Chris Patajac e, soprattutto, del batterista Chris Shepphard; questi davvero molto bravo a sciorinare con scioltezza tutti i pattern possibili in ambito thrash, donando agli stessi un groove che, a mio parere, rappresenta il valore aggiunto posseduto dai ragazzi della Victoria.      

Come si può a questo punto immaginare, le dieci canzoni di “Out Of Your Brain” rappresentano una sorta di manifesto di come debba essere impostato il songwriting di un buon album di thrash. Partendo dal mid-tempo staccacollo di “Digital God” sino alla cavalcata rabbiosa di “Deadly Trail” il gruppo percorre, con taglio moderno, gli incisi, le armonizzazioni, gli stop'n'go, le accelerazioni, i rallentamenti e quant'altro ancora esista in termini di caratterizzazione thrash. Ai più attenti non sfuggirà lo speed metal di “Means Of Control”, archetipo del thrash stesso, che dimostra – anche – lo spesso retroterra culturale che sostiene il sound dei Demolition. Sound che, a mio parere, trova la sua reale consistenza nella conclusiva “Kill Zone”, song completa e varia nel dipingere uno stile semplice nella sua fedeltà alla linea ma, nello stesso tempo, pregno di tecnica e precisione strumentale.

Diffido quindi i ‘non thrasher’ di avvicinarsi a questo disco. I Demolition restaurano impeccabilmente un genere vicino alla trentina d'anni dando forma a un full-length, “Out Of Your Brain”, ricco di tradizione e dal cuore pulsante ma, ahimè, povero anzi poverissimo di originalità.
Solo per appassionati.   

Daniele “dani66” D'Adamo


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Track-list:
1. Maniac 3:43     
2. Strike You Down 3:11     
3. Sweet Revenge 4:05     
4. Means Of Control 3:27     
5. Deadly Trail 4:28     
6. The Fool Parade 5:44     
7. Rip It Up 3:18     
8. The Torture 4:27     
9. Digital God 4:41     
10. Kill Zone 6:23               

All tracks 43 min. ca.

Line-up:
Rick Linguroski – Guitar/Vocals
Alan Lang – Guitar/Backing Vocals
Chris Patajac – Bass
Chris Shepphard – Drums
 

 
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