Recensione: Outa Hand (reissue)

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La Rock Candy dedica una seconda reissue alla band canadese, quasi a volerne sottolineare lo status di cult band: dopo il debut omonimo, originariamente dato alle stampe nel 1982, è ora la volta di pubblicare - per la prima volta in compact disc - il successivo "Outa Hand", prodotto l'anno seguente da Max Norman (Ozzy Osbourne, Orchestral Manoeuvres in the Dark, Y&T, Armored Saint, Savatage, Loudness, Grim Reaper, Lizzy Borden, Fates Warning, Death Angel, Lynch Mob, Megadeth, John Norum, Annihilator e potrei andare avanti a lungo) per la On Yer Bike Ltd.

Fu il discreto successo in patria del debutto a riportare in studio i Coney Hatch, anche se il nome altisonante del nuovo produttore fu solo fumo negli occhi per chi scrive, dal momento che qualitativamente il primo disco non ha nulla da invidiare al suo successore, eccettuata, forse, qualche correzione al tiro in termini radiofonici. I nuovi brani non si distaccano compositivamente dallo standard hard rock, molto riff oriented, già impostato in precedenza, anche se la melodia accattivante e ammorbidita in certi frangenti fa da padrone rispetto alle spigolature heavy comunque presenti ed apprezzabili.
Dovendo cogliere le hit di questo LP, additerei sicuramente "First Time For Everything" - singolone strappaconsensi - come migliore song del lotto, forse una delle migliori della pur breve carriera (si fermeranno nel 1985 con il trezo ed ultimo studio album "Friction"), ma sono da segnalare anche lo squisito hard rock di "Don't Say Make Me", dalle liriche tradizionalmente sessiste, o la conclusiva ballad "Music Of The Night", dove viene fuori bene il lato più istrionico e pomp della band. Purtroppo ci sono anche dei brani che mi urta definire "riempitivi", come "Shake It" o "Some Like It Hot", che rispetto ai pezzi sopra citati sfigurano, anche se probabilmente farebbero la fortuna di molte hard rock band di oggi.
Il remaster targato Rock Candy, oltre all'ormai solito libretto succosissimo di foto a colori e materiale d'archivio, contiene anche tre bonus track, tratte dalle sessioni di registrazione originali del LP, che non fanno certo gridare al miracolo, ma che sicuramente faranno la felicità di diversi fan.

Per i Coney Hatch ebbero un debole gli Iron Maiden, che li vollero come spalla nelle tappe nordamericane del tour del leggendario "Piece Of Mind", tanto per farvi capire quale fosse l'appeal che esercitarono sulla band inglese, e che probabilmente avrebbero avuto su larghissima scala - come ci fanno notare gli stessi Dante Bonutto e Derek Oliver della Rock Candy Records - se solo fossero stati... femmine...!

Tracklist:

  1. Don't Say Make Me
  2. Shake It
  3. First Time For Everything
  4. Some Like It Hot
  5. To Feel The Feeling Again
  6. Too Far Gone
  7. Love Games
  8. Fallen Angel
  9. Music Of The Night
  10. Nobody Gives You (Bonus Track)
  11. Your Kinda Love (Bonus Track)
  12. Fly On (Bonus Track, demo)
 
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