Recensione: Overture Of The Wicked

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L'apripista del nuovo album degli Iced Earth, "Framing Armageddon (Something Wicked Part 1)", che uscirà il 10 settembre prossimo, e che arriva dopo ben tre anni dall'ultima studio-release, The Glorious Burden, consta di quattro pezzi, uno solo dei quali è incluso nella tracklist definitiva del full length, ovvero l'opener "Ten Thousand Strong".

La song riprende in toto lo stile scaturito in seguito all'avvicendamento, dietro al microfono, tra Mathew Barlow e Tim "Ripper" Owens, messo in luce proprio con l'album del 2004, vale a dire una decisa sterzata melodica, che si traduce in song molto più legate alla forma canzone, al ritornellone strappaconsensi, corale, e all'abbandono quasi totale del rifferama thrashy di Schaffer.
Un solo pezzo è naturalmente troppo poco per dire come suonerà il nuovo album, ma le premesse, per ora sono in linea con le impressioni e le aspettative, almeno per chi considera gli Iced Earth di Owens e quelli di Barlow, due band sostanzialmente diverse.
A fare da paciere tra le due parti in causa ci pensano le altre tre song incluse in questo EP, in pratica il remake della leggendaria trilogia che chiudeva il fantasmagorico (e per chi scrive insuperato) Something Wicked This Way Comes. Completamente ri-registrate, "Prophecy", "Birth of the Wicked", e "The Coming Curse" vengono rivisitate in un'ottica un po' più epica, con qualche atmosfera onirico-delirante in più, ma con un Owens che, ahinoi, è ancora in debito rispetto all'evocatività di Barlow, sulla cui voce quelle song erano state letteralmente cucite.

Tracklist:

1. Ten Thousand Strong
2. Prophecy
3. Birth of the Wicked
4. The Coming Curse

 
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