Recensione: Overwhelm

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Gli Overwhelm nascono nel 2012 nella cittadina marinara di Sestri Levante, in Liguria, da un’idea del chitarrista Roberto Belli e del batterista Emanuele Ferrara. Passato circa un anno i due decidono amichevolmente di intraprendere strade diverse e Roberto si mette alla ricerca di altri musicisti per portare avanti il proprio progetto.

Nel 2014 la formazione degli Overwhelm si stabilizza con l’ingresso del bassista Gianluca Eroico e di Francesco Vaccarezza dietro le pelli.

Il loro sound fa perno su un Thrash che, se pur aggressivo, predilige la melodia alla cattiveria, trasformandosi, spesso e volentieri, in partiture più tipiche dell’Heavy Metal classico ed assumendo, in certi momenti, toni anche epici.

Quanto sopra è ben espresso nel loro album d’esordio, intitolato semplicemente ‘Overwhelm’ e pubblicato autonomamente alla fine di quest’anno.

Nei nove brani che compongono l’opera sono molte le idee che il combo sviluppa. In particolare è chiara la voglia di far conoscere la propria genuinità attraverso una registrazione praticamente in presa diretta, senza sofismi ed esasperazioni produttive, molto prossima alle atmosfere live.

La preparazione dei musicisti è più che buona, con una sezione ritmica martellante e ben affiatata ed una chitarra molto protagonista, con importanti assoli lunghi e melodici ben inseriti nelle tracce. La voce, pur se di tonalità non troppo ampia, è molto espressiva e, quel che più importa, naturale; caratteristica che, generalizzando, nei giovani gruppi Thrash tende un po’ a mancare ultimamente.

Il Full-Length inizia con ‘Fright Night’, dotata di un buon tiro ed un refrain che rimanda alle composizioni della NWOBHM.

La successiva ‘End of Time’ ha la dinamicità tipica del Thrash anni ’90, espressa attraverso un potente tempo medio dove Efesto batte con forza sulla propria incudine.

Con ‘Liars and Tears’ gli Overwhlem accelerano, con strofe e refrain aggressivi intervallati da un cambio di tempo molto deciso. Toccante è la sezione oscura che conduce all’assolo.

La velocità continua con ‘The Curse’, un altro pezzo molto energico che pesca anch’esso dai lavori dell’epoca NWOBHM, amalgamandoli con le ritmiche Thrash.

Con ‘Beyond the Sky’ gli Overwhelm costruiscono un corposo muro sonoro; buona è l’idea di inserire un’improvvisa parte musicale lenta carica d’atmosfera seguita da una narrazione in toni quasi allucinogeni.             

Segue la potente ‘Until I Die’, con i suoi vari cambi di marcia è una buona linea di congiunzione tra l’Heavy ed il Thrash Metal.

L’album prosegue con la Title Track ‘Overwhelm’, un pezzo dinamico che può piacere ai fans dei Judas Priest.

In fase finale gli Overwhelm esprimono la loro vena epica con ‘Ombre di Vita’, cantata in italiano, senza rinunciare alle loro tipiche accelerazioni.

Chiude la vagamente ‘maideniana’ ‘The Secret of Your Eyes’, introdotta da un arpeggio che porta ad un robusto tempo medio carico di melodia. Finale più che suggestivo, direi.         

Lavoro d’esordio che sa regalare buone emozioni quello degli Overwhelm; qualcosa deve ancora essere aggiustato, qualche imprecisione qua e là si sente, ma il songwriting esprime la giusta passione che ci vuole per fare buona musica. Bravi, giudizio oltre la sufficienza.

 
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